Wednesday, 27 July 2011

gezellig

Qualche giorno fa ho visto una replica di un documentario molto toccante, "Alex: a life fast forward",
Il protagonista, Alex Lewis, è un ragazzo a cui hanno diagnosticato un tumore osseo a diciasette anni ma che nonostante tutto ha vissuto una vita piena e intensa come pochi altri.
All'inizio del documentario parla della sua parola preferita, "gezellig": è una parola olandese intraducibile.


Ah, parole intraducibili, il sublime fascino dei limiti umani! Scalare le montagne più alte, attraversare a piedi i Poli, andare sulla Luna sono tutte imprese grandiose ma rimpiccioliscono davanti ai miei occhi di fronte a un impresa ancora più titanica, resa ancora più gloriosa dalla sua irraggiungibilità: trovare un corrispettivo univoco per tradurre una parola da una lingua in tutte le altre lingue.


Un atto così enorme che anche solo il pensarlo mi fa sorridere. E' impossibile, non è nelle nostre capacità. La nostra società, la nostra storia, la geografia... tutto cospira contro di noi: il mio "esageruma nen!" non è uguale al britannico "understatement". Sono vicini, ma non si sovrappongono. Dire che un chav è un tamarro è una semplificazione veloce, perché basta prenderne due e confrontarli per capire che si assomigliano ma non sono la stessa cosa
Trovo poetico che ci siano stati d'animo, umori, azioni che viviamo e sperimentiamo indipendentemente dal nostro paese e che allo stesso tempo non sono resi da una singola parola o espressione in ogni singola lingua.

Eccomi quindi alle prese con l'essere gezellig. Cos'è gezellig? E' chiacchierare con Miki mentre facciamo fuori la crema di limoncello che ha preparato, è attraversare il Millenium Bridge quando c'è un po' di vento, è il momento in cui Davide compare nelle videochat per annunciarmi che vuole vedere i cartoni animati, è il profumo di canestrelli che si raffreddano in forno.



E' qualcosa di bello, qualcosa di piacevole e rilassante, un evento piccolo o grande che mi fa fare pace con il mondo e con me stessa. Qualcosa per cui non esiste un corrispettivo italiano ma che tutti possono capire. A pensarci, questa sensazione di intraducibilità è davvero gezellig per me.


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