Sunday, 14 August 2011

e un bacio non dato

"Un giorno apriremo una porta d'entrata
tu bianca e fatata sarai la mia luce..."


Il treno della Victoria line lo "respiri" arrivare: prima che le luci dei fanali sbuchino dalla galleria, addosso ti arriva un getto di aria calda, un misto di polveri e odori vari, curry, birra e patatine fritte.

La porta si apre e per una volta non c'è da lottare o dare spallate. Sarà l'ora, l'effetto delle razzie della settimana appena trascorsa, sarà che la gente è già nei pub. Sarà, sarà, sarà, ma la carrozza è semi deserta e per una volta c'è l'imbarazzo della scelta, posso sedermi dove voglio.

"[...] sognavi di avere quel sorriso in tasca
che ho visto su vele in burrasca
il folle volere voglia di andare
sconfigger la noia col dare
che fare o non fare..."


Continuo a sferruzzare beata e contenta, in viaggio verso la Royal Albert Hall. La maglia rasata azzera i pensieri e le preoccupazioni.
Sento uno sguardo su di me, alzo gli occhi e il ragazzo seduto davanti a me mi sta guardando.
Io ricambio lo sguardo. E continuo a fare a maglia.
Lui mi guarda stupito. E sorride.

"[...] le poche parole lanciate nel mucchio
sassate su specchio che crepan silenzi
o timidi assensi col cenno del capo
e un bacio non dato
l'amore pensato..."
 
Le fermate scivolano via. Veloci. Troppo veloci.
Continuiamo a sorriderci.
Una sera qualunque, destinata a scivolare via come tante prima di lei e altrettante dopo.
Due vite qualunque in questa grande città.
Non vuol dire nulla.

Solo che ci stiamo sorridendo e che è così triste rendersi conto che c'è più disinteressato affetto negli occhi di uno sconosciuto di persone che un tempo credevo amiche.

"[...] nessuna musica nota ci spiega perchè un suono è speranza
ma quest'uomo la nega e appigliandosi invano a un amore pensato
(annega)"


Victoria arriva prima di quanto abbia mai voluto, il treno rallenta e poi si ferma.
Io raccolgo le mie cose e scendo.
Mi volto.
Lui sorride e le porte si chiudono.

Io mi incammino verso la District. Sorrido.

e un bacio non dato, l'amore pensato.

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