Tuesday, 2 August 2011

perle ai porci

Autunno del 2002, tanto sole. L'aria si potrebbe addirittura definire frizzante, non fosse per la solita cappa di smog e inquinamento che fa tanto Pechino.
Io mi sto lentamente abituando a dormire nello pseudo-letto dello studentato borsisti: assi di legno sormontate da una specie di micro-materasso di gommapiuma spesso cinque centimetri e non di più. I lividi sulle anche sono quasi spariti e inizio a reputarlo abbastanza comodo.

Wudaokou è il posto dove vado a finire sempre, volente o nolente, e poi perché no?, c'è di tutto e di più a Wudaokou: ristoranti coreani, il mio DVD-daro di fiducia, bar, parrucchieri con improbabili capelli tinti di giallo post-it o rosa Poochie.


La nuova moda a Wudaokou arriva da Taiwan: è il bubble tea, o 珍珠奶茶 (zhenzhu naicha).
Un beverone fatto con polverine di provenienza ignota. Tè freddo con aggiunta di latte al gusto "随你的便", "mah, fai un po te, quel che ti viene più comodo": melone, caffè (sic!), caramello, carota, fragola, mela...
E poi ci sono le "perle", delle palline gelatinose di provenienza ancora più ignota delle polverine anche se, a dar retta a internet, sono fatte con la tapioca.


Di cosa sa tutto ciò? Di industria chimica. Gusto Montedison, direi.


Il zhenzhu naicha è una delle ultime mode di Soho. Nelle ultime settimane mi è capitato di vedere sempre più persone nel centro di Londra alle prese con il beverone.
Mah, sarà, ma oltre a stupirmi del fatto che ci abbia messo così tanto tempo a venire esportato, il naicha non esercita più alcun fascino perverso su di me.


Anche perché, a voler essere onesta, manca l'elemento fondamentale per la corretta consumazione del zhenzhu naicha.


Ci vuole un gruppo di amici, all'uscita dalla mensa universitaria.
Ci vogliono due o tre impavidi che decidono di comprare il te e poi lo bevono.
O una codarda che lo svuota nei vasi di fiori all'uscita della mensa.
Ci vogliono i viali alberati della Tsinghua e Zoli che risucchia più perline con la cannuccia dal bicchiere ormai vuoto, prende la mira e, senza smettere di pedalare e senza andare a sbattere contro altri ciclisti, zac! fa partire una mitragliata di  tapioca che finisce sulla nuca di Miklos.


Mi sa che la gente è già abbastanza nervosa di suo da queste parti, senza che io inizi a sputargli addosso biglie di tapioca. Anche perché con la mira che mi ritrovo...

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