Friday, 26 August 2011

Pseudo-capitani coraggiosi

Amo pensare di essere migliorata nel corso degli anni.
Amo pensare di essere cresciuta, di aver imparato a controllare le mie reazioni e i miei sentimenti.
Ah, come mi piace pensare di essere una persona matura e posata! Una donna non moderna, di più! contemporanea, che ha imparato a controllare e guidare in maniera saggia i suoi pensieri e le sue reazioni.


Poi però mi tocca leggere come articoli come questo, pubblicato ieri sulla busiarda e mi trasformo nella zia Virgi furiosa.


Fra Elkann e Marchionne non so chi prenderei a randellate più volentieri. O chi manderei per primo a lavorare in fabbrica, alle condizioni contrattuali che FIAT impone ovviamente. O alla progenie di chi augurare per prima una vita a progetto a 1000 euro al mese. Certo, comprendo che non avere la possibilità di governare i posti in cui investire deve essere un dramma, con tutte queste leggi e norme sindacali da rispettare!

Il problema è che questa gente incravattata, con i loro MBA in saccoccia, ancora non ha capito che non c'è futuro per un sistema industriale che si basa sui sussidi statali e sul ricatto "se non ci fate fare tutto ciò che vogliamo, ce ne andiamo". O forse lo sanno, ma non gliene frega assolutamente, perché tanto le loro buonuscite sono comunque assicurate e loro lo sanno bene, fin troppo bene.

Alla fine mi sembra che il problema sia lo stesso del mondo editoriale (e che non si risolve con legge uccidi-commercio-online): questi-capitani d'industria tali non sono. Si sono ritrovati per le mani un capitale e ora si aspettano che tutto vada come vogliono loro, si aspettano la pappa pronta altrimenti si arrabbiano.
Come quando da bambini, quello che aveva portato il pallone in cortile, prendeva e se ne andava via con la palla perché non gli avevano concesso un rigore!
La concorrenza rimane sulla carta, l'Italia si ritrova con un sistema economico falsato e io mi ritrovo ogni volta a domandarmi se mai cambierà. Anche se, a dirla tutta, immaginarmi Marchionne con il suo maglioncino d'ordinanza, in pantaloncini, che si porta via la palla e dice ai sindacati: "Cattivi, con voi non gioco più e lo dico alla mamma!", mi mette un po' di buon'umore!


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