Thursday, 22 September 2011

it's not the end of the world

(yet I don't feel that fine)

Era  sulle prime pagine di tutti i giornali.
No, non la crisi! Per una volta non si tratta della Grecia, di noi italiani o dei cugini francesi, le cui banche sembravano comunque traballare.

Oggi si parla del fatto che gli R.E.M. si sono sciolti.
A scrivere una frase simile mi viene inevitabilmente da sorridere. In inglese direi "R.E.M. split up", si sono spaccati, si sono divisi. Invece in italiano, dobbiamo aggiungere una dose costituzionale di melodramma ed ecco che allora i nostri 3 musicisti di Athens pian piano perdono consistenza, le ossa si trasformano in gelatina, e crollano giù a terra; come gelati al sole, eccoli diventare una pozzanghera di talento musicale.

I R.E.M. sono stati importanti per buona parte della mia vita. Non solo ho imparato l'inglese nel tentativo (via via sempre meno vano) di capire cosa stesse cantando Micheal Stipe.
Non solo mi hanno fatto scoprire fra gli altri i Pylon, grazie alla loro di cover di "Crazy", e i 10,000 Maniacs.
Per buona parte della mia adolescenza, loro sono stati l'unico punto di contatto con mia sorella: separate in camera, chiuse tutte e due in un ostinato mutismo, sembrava non avessimo più nulla, nemmeno il sangue ad unirci: nulla ad eccezione dei R.E.M.

Quindi, sono triste per la notizia? Non proprio. E' nella natura del mondo che le cose arrivino prima o poi al termine, per di più, un po' "sciolti" erano già da un po' in un certo senso: quando Bill Berry aveva lasciato il gruppo, era finito il periodo dei R.E.M. a quattro e ora semplicemente siamo nel periodo "a zero", tutto qua.

La vita continua, per loro, per me e rimane comunque un bel numero di CD e vinili a cui attingere quando sentirò nostalgia (e soprattutto quando arriveranno le scatole del trasloco!).

Comunque, dire che mi sento bene in questo momento è una forzatura. Sono sicura che il loro scioglimento non ha nulla a che fare con il fatto che stamattina sono svenuta.
In un certo senso mi sono sciolta anche io, mi sono liquefatta sul pavimento del bagno, aggiungendo però la mia proverbiale grazia da elefante.

Per mia fortuna, anni e anni di allenamenti nello svenire mi hanno insegnato a "sentire" lo svenimento arrivare.
Così, invece che cadere di testa, ho fatto ancora in tempo a crollare a pizzicchi e mozzichi, scivolare piano piano e alla fine sono pure riuscita ad appoggiare la testa sul pavimento, senza farla sbattere violentemente.
Peccato non poter dire la stessa cosa del mio fondoschiena.
Ho preso una botta non indifferente, ho riscoperto imprecazioni che non sapevo di sapere e ora ho un bel livido multicolore. Ma anche questa non è la fine del mondo...



Quando sono riuscita a trascrivere questa canzone da sola (ai tempi non pubblicavano i test sugli album e internet manco sapevo cosa fosse), mi è sembrato che sarebbe potuta arrivare la fine del mondo e non mi sarei preoccupata troppo, tanto il più difficile ormai l'avevo fatto.

2 comments:

  1. Ouch :(

    I hope that you and your back feel better soon.

    Hugz

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  2. Luckily and hopefully it was a one-off fainting and it won't happen again.
    Sunshine and warm temperatures over the weekend definitely helped me feeling better!
    (and some retail-therapy, no matter what sizes shops insist on putting on display!)

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