Wednesday, 5 October 2011

nel mezzo del tragitto...

La colpa è di Cecco Angiolieri.
Stavo disfacendo le scatole del trasloco venerdì scorso e ho attaccato il computer per ascoltare un po' di musica mentre lavoravo: la riproduzione casuale mi ha fatto finire su "S'i fosse foco".

Ho iniziato a canticchiare e mi è tornato in mente al terzo anno di superiori, quando ho avuto una professoressa d'italiano degna di tale nome, severa sì, ma anche appassionata di letteratura, una di quelle persone che regalano poesia a piene mani, di quelle che arricchiscono la tua vita e non lo sapranno mai. Di maestri e professori di questa pasta ne ho incontrati pochi nella mia vita, probabilmente mi bastano le dita delle mani per contarli tutti e proprio per questo ogni ricordo legato a loro mi fa sentire grata e felice.

Da Cecco a Dante il passo è breve.

Mentre riordinavo i vinili e i libri, mi è tornato in mente l'inizio dell'Inferno, mi sono ritrovata a recitarne i versi, ho ripensato ai miei passaggi e personaggi preferiti... povero Pier delle Vigne!
"Uomini fummo, e or siam fatti sterpi..." e poi?
E poi il buio.

Ho smesso di riordinare, mi sono alzata e mi sono resa conto che il mio cervello non era in grado di proseguire. Vuoto totale.
Ma sapevo come continuava!!! Lo sapevo quasi tutto a memoria il canto di Pier delle Vigne, quella foresta sanguinante aveva esercitato un fascino morboso ai tempi e, a forza di leggere e rileggere quelle pagine, le parole mi sembrava fossero scolpite in testa.
Potrei incolpare gli elementi climatici per l'opera di levigazione della memoria.

Sta di fatto che venerdì mattina, invece di pulire, ero seduta in mezzo al soggiorno cercando di riportare a galla quelle righe perdute.
Fossi stata a Torino, mi sarebbe bastato andare nella camera tutta per sé di mia mamma, alias l'ex-cameretta-di-mia-sorella-ora-riadattata-a-stiratoio-fumatoio-e-chi-più-ne-ha-più-ne-metta. L'Inferno in edizione scolastica delle superiori è ancora lì, pronto a essere aperto, scartabellato, "Ah, ecco, diceva così", richiuso e rimesso in libreria, paziente ad aspettare il prossimo dubbio da sciogliere.

Ma non ero a Torino, ero ad Haarlem.
Quindi ho fatto l'unica cosa possibile: ho scaricato la versione elettronica e l'ho messa sul Kindle.

Mi sono rimessa a leggere Dante, ma questa volta in maniera diversa. In passato, saltavo da un canto all'altro senza apparente logica (c'era, ma non si vedeva).


Questa volta, dopo essermi tolta il dubbio ("ben dovrebb'esser la tua man più pia, se state fossimo anime di serpi"), ho iniziato a leggere l'Inferno con ordine: canto dopo canto dopo canto, a partire dal primo. Un po' ogni giorno.

Stamattina sono salita sul 300, direzione Hoofddorp. Ho finito il secondo canto.
Ho iniziato il terzo.
Per me si va ne la città dolente...

Alias Schipol... ero talmente presa dal libro che non sono scesa dall'autobus quando è arrivato a destinazione! Sono rimasta seduta a leggere e, quando ho alzato gli occhi la prima volta, il 300 era ormai arrivato al capolinea, l'aeroporto!

1 comment:

  1. Deve essere affascinante rileggere Dante in età più "matura".

    Mi chiedo se riuscirei ad apprezzare tutti i riferimenti storici senza le note a piè pagina che ti spiegano a cosa cavolo si sta riferendo.

    ReplyDelete