Monday, 12 December 2011

Anton Pieck ad Haarlem

Ho passato tutto il weekend ad Haarlem. Dopo una settimana in cui ho finito per credere di vivere in una galleria del vento, sabato è iniziato con il sole e con pochissimo vento.
E così ha continuato per praticamente tutto il giorno.
Ottimo, perché a mezzogiorno dovevo vedermi con alcuni colleghi per andare a fare delle foto in centro ad Haarlem, per la Anton Pieck Parade.

Anton Pieck era un pittore e disegnatore, famoso per le sue illustrazioni ispirate alla vita nel XIX secolo e per i lavori come illustratore di fiabe.
Nel centro di Haarlem da qualche anno viene organizzata la Anton Pieck Parade, con figuranti, arti e vecchi mestieri, mercatino e Glühwein a volontà.
Non so esattamente bene come, ma in qualche modo mi sono trovata insieme a Francesco a "capo" del gruppo di fotografia dell'ufficio: il che vuol dire... non lo mica cosa vuol dire, tranne che la gente si aspetta che qualcosa di attinente alla fotografia venga organizzato dalla sottoscritta. E così ho fatto, ho mandato una mail con dovuto anticipo, raccolto le partecipazioni, sorriso alle tante buche e alla fine mi sono ritrovata con i sopravvissuti sotto il Lautje, la statua dedicata a 
Laurens Janszoon Coster, l'inventore di un tipo di pressa da stampa.

Ora potrei lamentarmi e brontolare del fatto che la gente vuole attività extra organizzate con i colleghi per "promuovere la comunicazione in ufficio", esprime interesse per quest'hobby o quell'altro e poi non si fa viva nemmeno per dire "no grazie". Ma ops! l'ho appena fatto e non è che un blando borbottio, perché alla fine sarei andata a fare le foto pure da sola e poi è sempre un modo per imparare qualcosa. Può sempre tornarmi utile sapere chi era Anton Pieck.

E se non fosse stato per il dover dare un punto di ritrovo ai miei colleghi, non mi sarei probabilmente presa la briga di andare a cercare informazioni sul nome della statua.
Eccolo qua, Lautje, in tutto il suo splendore:

Lautje

La sfilata, era concentrata in due o tre viuzze vicino a Grote Markt e non era esattamente una sfilata. Le persone vestite in costumi dell'Ottocento o ispirati alle fiabe illustrate da Pieck, giravano nella zona, per fermarsi ogni tanto a suonare, cantare o recitare.
Un po come l'allegra compriccola di ottoni di cui faceva parte questa signora:

music at the parade
(non si vede bene, ma ci sono anche io nel riflesso, mentre scatto la foto, accanto a Sevan, il ragazzo con i lacci delle scarpe verdi)

C'era un po' di tutto nelle bancherelle, ma non ho comprato nulla, visti i prezzi tipicamente olandesi, ovverosia oltremodo esosi.

Peccato, perché un cuscinone derivato da una busta dei servizi postali, non mi sarebbe dispiaciuto.

postes pays bas


Mentre camminavamo, mi è caduto l'occhio su un altro gruppo di figuranti, un gruppo fortunato direi. Infatti loro erano figuranti "al chiuso", e soprattutto al caldo! Erano in una stanza di una casa, riarredata in stile ottocentesco.
Da fuori le potevo vedere, sedute a chiacchierare e scherzare.
Il tavolo era imbandito per il tè e loro facevano a maglia:

heaven

Mentre mi allontanavo, pensavo che il gomitolo sembrava di acrilico (c'era l'acrilico nell'Ottocento?) e che, fosse stato per me, avrei messo più uvetta nel kugelhopf. Non ero proprio invidiosa, più che altro ero ghiacciata!
Infatti, nonostante gli strati di maglia, sciarpa, cappotto, nonostante l'utilizzo di guanti da fotografo e nonostante l'aiuto arrivato sotto forma di bicchiere di 
Glühwein, il freddo ha un certo punto ha avuto la meglio e abbiamo deciso di battere elegantemente in ritirata in un caffè per una tazza di cioccolata calda.

Grazie a questo photowalk, non solo ho imparato qualcosa di più su Haarlem e Anton Pieck, ma ho anche imparato che il momento migliore per organizzare il prossimo photowalk sarà in primavera, dopo il disgelo.

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