Sunday, 1 January 2012

2012

Ho passato Capodanno a casa.
E qualcuno dirà che c'è un modo migliore.
Niente cenone, niente botti, niente peppèpepppepppeppè e brisgittebardòbardò.

Sono rimasta nel tinello dei miei, ci siamo guardati "Il castello errante di Howl", "I promessi sposi" del trio, ho fatto un po' di maglia, risolto il Bartezzaghi, brindato e poi sono andata a dormire.
Basta così. Ah no! Ecco, ho anche visto il discorso a reti unificate del Presidente della Repubblica. Una tale iniezione di ottimismo che alla fine ho sentito il bisogno di dar fondo alla mia inesistente scorta di Prozac.

Stamattina mi sono svegliata senza mal di testa da dopo sbronza. Sto scrivendo ancora in pigiama e penso che oggi farò poco di più.
Ho ancora la lista dei buoni propositi da scrivere, ma sono anni che in realtà non la faccio e l'ultima volta che ne ho scritta una l'ho persa il giorno stesso.
E poi ho trovato questa vignetta e, come dire, penso che si addica alla situazione:


Il 2012 parte già un po' sfigato, con il calendario Maya che termina e così facendo, fornisce materiale a Giacobbo da qui all'eternità, o quanto meno fino alla fine del mondo.
Poi ci si mette la crisi, e lo spread che alza il colesterolo e affossa i conti dello stato, e l'euro, e il dollaro, e il crollo dei consumi e della produzione. Sembra incredibile che il sole splenda oggi!
Eppure c'è un bel sole a Torino oggi, quindi non rimane altro che goderselo.
Benvenuto 2012, nessun buon proposito a cui venire meno. Ma tu vedi di non sgarrare.

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