Friday, 6 January 2012

Ma come ti vesti???

Ma saranno fatti miei, giusto?
E invece no! Durante queste vacanze di Natale, crudelmente sempre più vicine al termine, ho imparato molto su ciò che conta a questo mondo. Il tutto grazie all'elettrodomestico preferito dagli italiani: la televisione.
Anche se io preferisco di gran lunga la lavastoviglie, ma vabbè, ne parliamo un'altra volta.

Qui parliamo di tivvvvvù e della mole di boiate che sono ora a portata di zapping grazie all'arrivo del DTT, digital terrestrial television, da non confondere con il DDT, anche se entrambi arrecano danni severi alla salute dell'uomo.

Nei momenti di cazzeggio più profondo, quando il divano è il mio regno e l'unico dispendio calorico è dovuto alla pressione del pollice sul tasto "Ch. +", ho scoperto un mondo nuovo, parallelo.

Un mondo di gente che una mattina si sveglia e decide di dover comprare o vendere casa. Un mondo di imprenditori edili, avvocati divorzisti, giornalisti e truccatori delle dive che prossimi al matrimonio, o divorzio, o pensione, decidono che un cambiamento di residenza è in ordine.
Vanno dalla Marella, una donna dalla criniera bicolor come quella di Mirco dei Beehive e le dicono: "Guarda, ho bisogno di una casa functional alle esigenze della mia famiglia, senza però venire meno alla mia life philosophy. Non chiedo molto, solo un attico/loft/villa con 3 camere, 4 bagni, cucina abitabile, studio, dépendance, giardino di 300 ettari mi-ni-mo e piscina. Il mio budget è un fantastiliardo di euri. Lo farei io stesso, ma sono troppo impegnato con le mie attività di uomo/donna modern, trendy e very impegnato".
Non c'è problema! Ci pensa lei, la Marella; seguita dal suo architetto di fiducia seleziona tre case da far vedere, di cui almeno una "un po' sopra il vostro budget, ma ci tenevo personalmente a farvela vedere per darvi un'idea di ciò che offre il mercato". Ovviamente è una proposta con trattativa riservata e ovviamente è talmente al di sopra delle richieste già stratosferiche che potrebbero aprirci un hotel, dal numero di stanze e buche da golf che ospita.

Quando si tratta di vendere invece, la casa non è adatta, è vecchia, ha bisogno di nuova vita. Niente paura! L'architetto è lì per questo, insieme al suo amico egiziano, il re del carton-gesso, per infondere nuova linfa architettonica alla casa: ci mettiamo una parete grigia che contrasta con la cucina dipinta in bianco balena/burro satinato/uovo di struzzo. Poi ci aggiungiamo un bel soppalco e una cucina all-functional.

Una volta che hai la casa, la TV non ti abbandona mica, no no. Ecco che arriva la ciamporgna di turno a insegnarmi come arredare casa. Probabilmente diplomata all'istituto "Colla Vvvinilica" insieme a Mucciaccia, Barbara si differenzia dal paladino di Art Attack per l'utilizzo, al posto della colla vinilica e della carta igienica, della colla a caldo. Barbara saltella sullo schermo con idee stratosferiche: avete presente quel bel cassettone di vostra nonna? Bello, sì, ma vecchio! Allora noi gli infondiamo nuova vita incollando con la colla a caldo... 3000 matite!
Poi facciamo una bella composizione floreale con i tubi da idraulico. O una lampada con 15 mila fogli da fiorista. E che ne dite di una bella lampada realizzata con gli attaccapanni?

Poi però, il nostro eroe, entra nella sua nuova casa che gli è costata un fantastiliardo di euri (senza contare quel migliaio di euro per comprare le matite), si guarda intorno e sente che c'è qualcosa che non va.
Non sa bene cosa, ma è sicuro che il fengshui della casa è completamente andato. Il tapino non sa quale sia la fonte del problema. Ma non tutto è perduto! La TV sa dove si annida il nodo della questione: sei tu! Tu sei vestito talmente male, senza gusto e in maniera così antiquata che non fun-zio-ni, tesoro! Ecco che arrivano Enzo e Carla a salvarti.
Ti prendono per mano, ti sfottono al punto giusto, si disfano del tuo intero guardaroba e poi ti danno una somma che ora non mi ricordo per comprarti 3 completi che rispettino il niu-iu.
Un niu-iu che è trendy, alla moda, che indossa i vestiti più in. Come, scusa? Ah, non ti piacciono? Ma questo non è il punto! Il punto è che devi vestirti come dicono Enzo e Carla, perché loro ne capiscono e non importa se poi il tuo stile personale viene completamente annientato e sei uguale ad altre 3000 persone compresse sui vagoni della linea 3 della Metro.

E' un mondo parallelo dove non c'è crisi: è l'espressione massima della televisione da evasione. Non si presenta mai un signor Brambilla che gli dice: "Sto cercando un due camere e cucina, magari in una zona non troppo inculata della Brianza che mi costringa a un pellegrinaggio di due ore su tangenziali e autostrade". Perché in questo mondo ideale il signor Brambilla non esiste.
Al massimo esiste il commendator Brambilla oppure il fashion designer Brambilla.

Quello che accomuna tutti questi angeli custodi dei niu-iu, ricchi, affermati, con case funzionali ma stylish e con un look da-ur-lo! (non so perché, ma è tutto un sillabare in questi programmi: non so se vogliano dare più risalto a ciò che dicono o dare sfoggio dei loro massimi culturali), oltre a un totale diniego della realtà italiana, è l'ampia gamma cromatica.
Quando l'imbianchino chiede al signor Pautasso di che colore vuole le pareti, la risposta del signor Pautasso è: "Le voglio bianche".
Se è l'architetto che fa un lavoro che più che un lavoro per lui è una passione e una missione, la risposta che arriva è qualcosa sulla linea del: "Allora questa parete me la fai in una nuance grigio nebbia brianzola, che mi contrasta alla perfezione con la nuance bianco balena che voglio imprimere alla zona living".
In questo mondo di sogno che non conosce la crisi, a me il dubbio però rimane: ma non è che il bianco balena mi ingrassa?

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