Sunday, 22 January 2012

Retail Therapy

Mi è tornato in mente un episodio de "La tata", quando Francesca, alla notizia del matrimonio del suo ex-fidanzato, entra in un circolo vizioso di shopping compulsivo.

Nulla di nuovo sotto il sole. Quando manca qualcosa nella vita, il modo più rapido per riempire il vuoto è qualcosa di tangibile, materiale... shopping!

Lo fanno tutti, perché non dovrei farlo anch'io? Ragionamento scemo, lo so. Ma lavoro dal lunedì al venerdì e faccio poco durante la settimana. Il week-end non va meglio e vola via più veloce della luce. Sono sulla buona strada per finire come la zitella morta da sola e divorata dai suoi alsaziani, spauracchio di Bridget Jones.

Non conosco molta gente, ogni rientro a Torino mi fa capire (dolorosamente) quanto tempo stia sprecando, quante cose mi stia perdendo.


Sono stata investita da un ciclista, il tempo fa schifo, il cibo ancora di più... avrò pure qualche ragione fondata per sentirmi giù? Credo di sì quindi che shopping sia! E shopping fu.

Sabato sono saltata su un treno per Amsterdam (in realtà ci sono salita con calma, perché ho un ginocchio multicolore e dolorante) e mi sono concessa un po' di relax a guardare le vetrine, entrare e uscire dai negozi e fare un po' di acquisti.


Sono tornata a casa con 4 dischi e il portafoglio alleggerito. Di solito quando faccio qualcosa di simile, poi mi sento in colpa. Ma è difficile sentirsi in colpa quando si sente la tromba di Chet Baker su vinile...


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