Wednesday, 4 January 2012

Se 5000€ vi sembrano pochi

Mi ricordo il mio libro di educazione civica delle medie: era in prestito d'uso, non molto spesso e senza colori, diciamo che puntava sui contenuti, ecco.

In quell'arcobaleno in scala di grigi c'erano scritte molte cose interessanti. Già undicenne, sentivo che quelle due ore di educazione civica erano l'equivalente del varcare la soglia di un universo parallelo.
Un mondo strano in cui la politica era l'arte del governo della società e non la sceneggiata da mercato rionale il martedì sera da Floris.
Un mondo assurdo in cui ai parlamentari veniva concesso lo stipendio sempre e comunque perché loro era il compito di portare avanti la nostra democrazia: se gli onorevoli non li paghi e loro devono mandare avanti la bottega, ovvio che poi non vanno alla Camera ma a lavorare (e no, mazzette no! perché sul libro di educazione civica di tangenti e corruzione non si parla) e allora poi va tutto a ramengo.


Ecco, a quel mondo migliore, così diverso da quello che mi aspettava fuori dalla scuola media Saba di borgo Vittoria, io sono rimasta affezionata. Spero sempre che un giorno decida di materializzarsi fuori dalle pagine del libro di educazione civica.


Sperare non costa, ma a volte mi causa forti emicranie, a causa dell'attrito fra questi due mondi: quello ideale e quello reale. Nel mondo ideale i parlamentari sono i nostri rappresentanti: portano avanti le nostre idee, le nostre aspirazioni, si preoccupano delle nostre necessità e difendono i nostri diritti. In quello reale, i parlamentari non hanno meglio di cui parlare se non dei loro stipendi e della necessità che si facciano sacrifici (da parte nostra, non loro, mi sembra quasi inutile precisare).
Sorpresa delle sorprese, gli stipendi dei parlamentari sono alti, ma, si difendono Scilipoti & Co, per lo meno non sono comunque alti quanto gli stipendi di altri colleghi europei.
Ora, è quasi come sparare sulla croce rossa ricordare che certe indennità in altri paesi non sanno nemmeno cosa sono e che se viene fuori uno scandalo su ciò che si fanno rimborsare i parlamentari, in altri paesi i parlamentari come minimo perdono il posto, vengono letteralmente costretti alle dimissioni.
E so anche fin troppo bene che i parlamentari sono un'esigua percentuale rispetto alla popolazione complessiva della penisola. Ma è una percentuale fin troppo elevata se pensiamo al loro apporto alla ricchezza non solo economica, ma pure morale e sociale del paese. Non ci sono abbastanza Rita Levi Montalcini per tirare su la media!
E' una percentuale che andrebbe dimezzata. E a cui andrebbe comunque falciato lo stipendio, perché per il lavoro svolto, il livello di vita italiano guadagnano troppo. 
Nessuno si illude che uno stipendio più giusto risanerebbe i conti in rosso del paese, ma tutti si aspettano un segno di dignità e responsabilità, un atto di maturità preso in maniera indipendentemente. Oppure in maniera forzata tramite un veloce e indolore decreto legge. E se questo dovesse alienare certa gente dall'arte di governo della società, beh lo potremmo sempre considerare come un lato positivo della crisi.

1 comment:

  1. Mi aggiungo alla tua indignazione...

    Peró se i cittadini non curano i propri interessi, il governo fa i suoi.

    In altre parole, finché gli Italiani si lamentano ma non esercitano la propria sovranita´, i politici fanno gli affari loro.

    In altre parole, finché non si spacca qualche testa andremo avanti cosí.

    Anzi, andranno avanti cosí visto che noi, lasciando l´Italia, abbiamo giá deciso di non lottare.

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