Thursday, 5 January 2012

A volte ritornano

Un tranquillo pomeriggio invernale.
Il sole batte sul tavolo del tinello, sono prossima ad addormentarmi sul citato tavolo, quando il mio dormiveglia viene interrotto da un lancinante grido di allarme. Ah no, è il telefono.
"Rispondo io!", urlo al nulla: papà sta scovando le differenze su una vecchia settimana enigmistica, mamma sta giocando al computer, possibilità che si muovano anche di un solo micron sono inferiori allo zero.
"Pronto-Virgi-c'è-mamma?Me-la-passi?Le-devo-fare-una-domanda,anzi-no-chiedo-a-te-che-sai!"
Adri ha questo brutto vizio di non prendere fiato quando parla al telefono, quindi bisogna essere pronti e attenti, perché si corre il rischio di perdere concetti ed informazioni chiave non ascoltandola bene e da subito.

Nelle migliori tradizioni delle feste e della mia famiglia, mia sorella aveva una domanda molto semplice da farmi: "Ma senti, quando ti viene la varicella, agli inizi, le bolle sono bianche o rosse? E prudono"
"Doh, Sherlock! E certo che prudono! Prudono da cane! Ti sarà mica venuta la varicella?"
"No, non ho la varicella, io..."
Meno male, penso.
"Però credo che Davide se la sia presa, la varicella."

Ah ecco. Fantastico. Il pupo di mezzo ha la varicella e Sara oggi ha voluto essere sicura che non fosse colpa mia: "Non è che gliel'hai passata tu? Perché tu hai avuto la varicella!"
"Si, ma l'ho avuta due anni fa tesoro, non sono stata io"
"Mmmh, va bene, mi fido per ora. Vuoi sapere che ora è? So leggere l'ora sai? Sono le dieci e due quarti!"

Così per l'ennesima vacanza natalizia, ecco che arriva una malattia dell'infanzia a tenerci compagnia e a scombinare tutti i piani... la vita sarebbe troppo noiosa altrimenti! E non profumerebbe così tanto di talco mentolato.


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