Sunday, 25 March 2012

White noise

Gymnopédie No. 1

Era già da un po' di tempo che non portavo Voodoo Lady a fare un giro.
Fra nevicate, gelate e week-end passati altrove, la mia fidata due ruote è rimasta a poltrire in cantina. Troppo a lungo, aggiungerebbe lei.
Con l'inizio della primavera e il week-end che promette bel tempo, Voodoo Lady la sentivo dal secondo piano: "Fatemi uscire di qua!", si lamentava la tapina.
E allora via: oliata la catena, gonfiate le gomme e dopo due giri di collaudo al mattino (supermercato e mercato: va bene andare in giro senza scopo, ma le faccende di casa vanno fatte), dopo pranzo ho inforcato gli occhiali da sole, controllato il percorso e preso la via verso Zandvoort.

Ovviamente mi sono persa ma tanto ero tranquilla, perché sicura che avrei beccato il mare prima o poi: la mia mancanza quasi totale di senso dell'orientamento non è così grave da non farmi fermare e chiedere informazioni.

Voodoo Lady ha avuto un guizzo di felicità. Non sopporta appieno il mio girovagare senza scopo, ma era rimasta ferma al coperto per troppo tempo da non apprezzare i km extra macinati in più a causa, o per merito, della mia difettosa bussola interna.
Poi io ho provato più di una volta a spiegarle che non sempre è necessaria una meta predefinita alla fine della pedalata, che ciò che conta non è la destinazione ma il viaggio in sé. Voodoo Lady è una bici, accioaio, gomma e cavi, i discorsi metafisici le dicono poco e non li ascolta volentieri. Anche perché, visto che non ha orecchie, le risulta difficile ascoltare. Prima di partire per la tangente e divagare sui motivi per cui parlo con la mia bicicletta, torniamo in carreggiata verso Zandvoort.

C'è qualcosa di magico nell'andare a Zandvoort, quasi terapeutico: il mio tempo smette di scorrere sulla stessa frequenza del resto del mondo.
Zandvoort è una citta turistica, una specie di Riccione del nord: ha file di casette aperte solo d'estate, nei weekend di bel tempo c'è sempre traffico, turisti, motociclisti, kite-surfers, Pantani dellla domenica: riesce a essere più caotica di Via Roma il sabato pomeriggio. Eppure quando vado a Zandvoort rallenta.
Lo spazio fra un respiro e l'altro si espande.
Torno sempre rilassata da queste gite sulle dune.
Ho sempre amato il suono della risacca e a Zandvoort, mescolandosi con il fischio del vento, forma una specie di rumore bianco: isola i miei pensieri, mi aiuta a distrarmi dalle preoccupazioni. A volte sospende il mio costante rimuginare sullo stato delle cose e quando torno a casa mi aver passato alcune ore a non pensare.

Ieri sono arrivata in spiaggia e l'ho trovata piacevolmente quasi vuota. Poca gente, la maggior parte  nei bar sulla spiaggia. Mi sono sfilata scarpe e calzini, che strana sensazione camminare sulla sabbia fredda. Sono tornata a casa stanca, ma felice: in pace con il mondo forse no, ma abbiamo stipulato una tregua. Vediamo quanto riusciamo a farla durare.

No comments:

Post a Comment