Tuesday, 10 April 2012

Vacanze a Torino

La cosa più strana rimane sentire così tante persone parlare italiano con un accento torinese più o meno forte.
Se in ufficio mi dò della balenga, la gente ride per via del termine che uso (un giorno scriverò un inno alla soave poesia insita nella parola "balenga", ma non oggi). Oppure a farli ridere è come pronuncio la parola menta.

A casa solo Davide ride se dico balenga, poi lo ripete venti volte e smette quando si accorge che non c'è nessuna erre che può pronunciare... Ho il nipote dalla evve leggevmente moscia e ha scoperto che quando pvonuncia qualcosa con una evve in mezzo, in combinazione con gli occhioni blu che si ritrova, la panettiera gli regala sempre un gvissino, quindi credo si eserciti per non perdere questa caratteristica.
A casa tutti hanno il mio accento, e sono io a stupirmi quando lo sento.

Giandojaland, o Torino come la chiamano le carte ufficiali, è un bel posto dove passare qualche giorno di primavera. Sia all'arrivo che alla partenza c'era gente che si lamentava del brutto tempo e del gelo... E lì si vedeva la differenza, perché a me sembrava estate: ci sono 15 grafi, yeah!!! Dov'è l'abbronzante?
Per me era bel tempo e quando c'è bel tempo bisogna uscire!

Palazzo Madama


Le nuvole non mi hanno certo scoraggiata, anche perché sono abituata a ben peggio.
Il centro di Torino me lo sono visto con calma a più riprese. Sono andata a Palazzo Reale per visitare la mostra dedicata a Cartier Bresson.

E poi sono tornata al museo del Cinema.

Cinemascope neon

Era il mio appuntamento al museo con Sara. Questa volta ho scelto io, ma credo che aver accennato alla mostra dedicata ai Loony Tunes mi abbia dato una mano: ci siamo divertite a guardare le ombre cinesi e i primi film, siamo rimaste a ridacchiare davanti a uno spezzone di "Ninotchka" e le ho spiegato perché Marilyn appariva così triste in quelle foto.
Al negozio del museo si è comprata una penna, "proprio come quella di Harry Potter!" e io invece un flip book con una scena di "Viaggio sulla Luna": il libricino è ovviamente rimasto a casa a Torino, perché Sara continuava a giocarci ma si vedeva che non aveva il coraggio di chiedermi di lasciarglielo.
Tutto questo viziare la nipote non significa però che mi sia rammollita. C'era una bruciante sconfitta da vendicare, così sabato pomeriggio ho infilato le scarpe da bowling e l'ho distrutta in una gara senza esclusioni di colpi a bowling!!!

Bowling 

Il tempo di scartare un uovo di Pasqua e giocare con Davide a far esplodere gli uccellini (Angry birds) e mi sono trovata seduta a Caselle in attesa del volo per Amsterdam: ad aspettarmi cielo grigio, vento freddo e pioggia. Vabbè, passerà anche questa.

No comments:

Post a Comment