Tuesday, 15 May 2012

il giardinetto


In quest weekend non so quante volte ho visto la pubblicità dell'ultima trasmissione di Fazio e Saviano, "Quello che (non) ho".
Le reazioni dei miei erano sempre identiche a loro stesse e differenti fra loro.
Mia mamma sbuffava: "uh mi signor, ancora?!?! Non se ne può più di pubblicità! Ma tanto io la trasmissione non la guardo, no, no!" Certo, e io ti credo…
Mio padre invece attaccava a cantare e non smetteva a fine pubblicità ma continuava a cantare:

"Quello che non ho sei tu dalla mia parte.
Quello che non ho è di fregarti a carte..."


e andava avanti canticchiando fino al successivo stacco pubblicitario.

Ho avuto l'impressione che stesse nascendo un altro rituale tipico degli aRissogatti, uno di quei momenti che non sembra far particolarmente felice nessuno in famiglia, ma che tutti aspettano in maniera febbrile e che se lo salti, gli altri se la prendono.
 
Ieri, mia mamma mi ha accompagnato dal dentista. Saliamo in macchina, mia mamma guarda il giardinetto con l'erba ormai troppo alta, cresciuta oltre modo negli ultimi giorni.
Guarda il giardinetto e la sua voce è triste quando dice "Questo è il giardino dei bambini e delle bambine di Beslan".

Più tardi, di sera, seduta sul letto dell'albergo, ho ascoltato Saviano parlare di Beslan e ho sentito la stessa tristezza del pomeriggio: la tristezza di mia mamma, la tristezza di una mamma, così profonda e viscerale da togliere il fiato e bloccare le parole.

Il giardinetto è dedicato alle vittime di Beslan, ma per mia mamma è "il giardino delle bambine e dei bambini di Beslan". La differenza c'è e si vede negli occhi di mia mamma.

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