Friday, 4 May 2012

this must be the place

Home is where I want to be
Pick me up and turn me round
I feel numb - burn with a weak heart
(So I) guess I must be having fun

Sabato scorso sono stata a vedere "This must be the place" di Sorrentino. E' già uscito in DVD in Italia, ma l'Olanda e i sottotitoli in olandese hanno dei tempi tutti loro.
Io e Francesco siamo andati al Tuschinski, il mio cinema preferito di Amsterdam. Coon le sue luci e il suo arredo art decò, mi dà l'impressione di essere in un cinema di una volta e indipendente, non in un multisala appartenente a una catena multinazionale.

Non è il mio film preferito di Sorrentino: anche se mi sono piaciuti la regia, la scenografia, le musiche e il cast, non credo di averne capito bene il senso. Comunque è un signor film che ha aperto le porte a un lungo weekend di addio all'Olanda, una serie di corsi, ricorsi e coincidenze.
La prima reazione è stato ovviamente il tradizionale e feroce assalto a wikipedia e imdb sul treno verso Haarlem: controllo di cast, filmografia del cast, curiosità, recensioni e via dicendo.
La seconda reazione invece è avvenuta domenica: con Francesco siamo ritornati ad Amsterdam alla ricerca di suoni.
Le canzoni di David Byrne e Talking Heads ci risuonavano in testa e così ne abbiamo approfittato per un secondo salto ad Amsterdam. Ho un vago ricordo di qualche settimana fa, seduta da qualche parte che dichiaro pomposamente che non avevo più intenzione di andare da Concerto o RecordFriend, perché "non voglio comprare altri dischi da imballare durante il trasloco". Quelle parole mi sono tornate alla mente domenica sera, quando notavo il peso delle borse con 33 giri di Conte, Cohen e Talking Heads.

Lunedì era non solo Koninginnedag, il giorno della Regina, ma anche il giorno del mio trasloco. I traslocatori sono arrivati in mattinata e in meno di trenta minuti si sono fumati due sigarette, impacchettato la mia vita e se ne sono andati in allegria.
Koninginnedag è il giorno in cui gli olandesi si vestono di arancione, si rilassano, sorridono e bevono litri e litri di birra... motivo per cui le vie sono puntellate da eleganti pisciatoi e lastricate da un mare di bicchieri di birra spiaccicati. Io ho resistito solo tre ore mescolata alla folla: troppa gente, troppa, troppa, troppa musica tamarra e un attacco di nervi all'ennesima cover di "Don't you (forget about me)".

E così alla fine, fatti armi e bagagli me ne sono tornata in Italia. A casa.
Mi sto godendo questa mini-vacanza in attesa di ricominciare: nuovo lavoro, nuova città. 
Mi sono tagliata i capelli, sto insegnando a Sara a ricamare a mezzopunto, mi sto facendo aggiornare da mia mamma su tutte le ultime... 
Sorrido tanto.
Ascolto musica.

Home - is where I want to be
But I guess I'm already there
I come home - she lifted up her wings
Guess that this must be the place

Sorrido di più.

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