Wednesday, 27 June 2012

L'amico ritrovato

Sabato faceva davvero caldo a Torino. Invece di rimanere a casa a poltrire però io mi sono armata di eroico e stoico coraggio e sono uscita. Visto che dovevo uscire di pomeriggio ho pure fatto scorta di sana follia e smisurata incoscienza.
Armata di tutto ciò, dopo poco tempo che ero in centro a Torino ho capito di dover fare qualcosa: la soluzione si è presentata davanti a me sotto forma di Museo del Cinema.
Divanetto rosso, uno spezzone di "Riso Amaro" e  il frescuccio della mole mi hanno rimesso in sesto e dopo un po' ero pronta ad affrontare l'afa del centro e la gente in vasca pomeridiana.
Ed è lì che l'ho visto, in mezzo alla folla; un amico di vecchia data, lo conosco da sempre, sin da piccola, uno dei miei primi punti fissi che mi hanno ancorato alla mia città.
E' davvero famoso e rinomato a Torino ma, essendo anche essenzialmente, intrinsecamente torinese è anche la quintessenza dell'understatement in salsa gianduia... esageruma nen!
E' incredibile come riesca a comparire da dietro un angolo proprio quando tu stai pensando a lui.
E' l'Uomo Ragno? No!
E' Spiderman?! No!
Batman?! Acqua!

E' il toret!
L'acqua è più buona di quella del rubinetto, anche se viene dallo stesso acquedotto: sarà che è sempre fresca; sarà che il toret lo cerchi quando hai tanta sete, proprio come sabato scorso, quando non sapevo più cosa fosse peggio: il caldo o la sete. Saranno anche i ricordi: il toret non è elitario, è per tutti, per il bambino come per il pensionato, per il turista come per l'autista del bus. E' ovunque e comunque, in Piazza San Carlo come nei giardinetti di Borgo Vittoria.
Non so quanti toret ci siano per Torino, molti, eppure non si vedono sulle cartoline. Strano, perché sono importanti e, a modo loro, famosi.

Sabato scorso, dopo la sosta toret, ho fatto un'altra sosta, sotto i portici, dove c'era un tavolino del Comitato Acqua Pubblica di Torino.
Ho messo due firme e me ne sono andata. Ho pensato fosse meglio fare due firme lì, in quel momento che su due cambiali  per pagare l'acqua a dei privati nel prossimo futuro. Poi sono ritornata al toret e bevuto ancora un po', perché la prospettiva dell'acqua privata mette tanta, troppa sete




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