Wednesday, 25 July 2012

domande per una professoressa

Cara prof, tu sai chi sei e sai che questo post è stato pensato e scritto con te in mente.
Tu probabilmente non leggerai mai questo post e non ti sfiorerà neppure lontanamente il pensiero di quanto tu sia stata importante per me.
I ragazzi sanno essere crudeli, verso chi è diverso da loro, verso i loro coetanei e verso gli adulti, verso tutti insomma; e quando si è ragazzi, la cosa che si vuole di più è essere uguali, accettati, quindi queste cose le ho sempre taciute, perché non volevo essere esclusa dagli altri.

Ecco,  io devo dirtelo: le tue lezioni sono sempre state bellissime. Poetiche.
So che l'aggettivo sembra quasi fuori posto. La poesia del diritto commerciale? Il liricismo delle teorie macroeconomiche? E perché no?
Magari le materie in sé non erano poetiche, ma la spiegazione, le ore passate in classe a prendere appunti e a casa a studiare lo erano: lo erano perché creavano un mondo diverso, lineare, ipotetico.

Però, prof, visto che siamo in tema di confessioni, devo dirti un'altra cosa: ecco, io penso che tutta questa poesia io la trovavo anche per un altro motivo: non ci capivo nulla. Per me, le teorie keynesiane avevano la stessa consistenza di una poesia di Quasimodo o un quadro di Picasso.
Tutte quelle idee di equilibri, inflazione che va su, giù e poi si ferma. Debiti e crediti, dare e avere, eccetera eccetera. Io prendevo nota, leggevo, studiavo, ripetevo, ma parte di me si nascondeva in un angolino e appena mi distraevo un secondo, mi bisbigliava traditrice: "Ammettilo, Virgi, non ci stai capendo un tubo!"
Ed era vero! Non ci capivo un tubo! Mi piaceva da morire il libro di scienze delle finanze, perché era come leggere una raccolta di poesie ermetiche scritte da uno scultore futurista tenendo la matita in una narice... non aveva alcun senso per me, ma andava bene così.
Però, prof, se tu potessi darmi qualche ripetizione ora, mi farebbero davvero comodo.
Io provo a leggere gli articoli sui giornali o seguire le notizie in TV, ma in realtà mi arrendo dopo due righe: lo spread fino a qualche mese fa pensavo fosse il burro da spalmare sui toast, da dove salta fuori quest'altro spread? E i bund plurali? Io conoscevo solo il bund singolare di Shanghai.
Poi ci sono altri elementi correlati a questa crisi che non capisco, ma non sono sicura tu potresti aiutarmi. Comunque, ci provo: tanto per fare un esempio, ieri la Confesercenti ha detto che erano a rischio le tredicesime dei dipendenti pubblici e pensionati e oggi il governo ha smentito. Nel mezzo c'è tutta una serie di domande per te prof: ma se la Confesercenti si impegnasse per fare in modo che i saldi fossero più reali e i prezzi più giusti, in modo che gli acquisti fossero più possibili durante tutto l'anno, invece che fare i conti in tasca ai pensionati? E a che pro tutto questo sciacallaggio dei media? E' per controbilanciare il dilagare di chiappe estive? Perché fare da cassa di risonanza a tutto quello che viene detto, senza metterci dentro un minimo sindacale di pensiero critico?


Ma soprattutto, perché non applicare la teoria di Fontecedro sull'inflazione, stampare un casino di soldi, ripianare tutti i debiti, ma non dirlo a nessuno!?!?!

1 comment: