Sunday, 1 July 2012

Here to stay

Mi hanno chiesto se tornavo a Torino per vedere la partita e, alle mia risposta negativa, molti si sono stupiti, altri hanno cercato di farmi cambiare idea. Io non ho detto nulla, ma dentro di me ribollivo di rabbia e tristezza.

In quasi cinque anni di vita all'estero le persone che sono venute a trovarmi si contano sulle dita di una mano. Che alcuni non potessero, per i motivi più disparati, lo capisco benissimo, ma d'altro canto, queste persone non mi hanno fatto mai pesare il non riuscire a vedersi spesso.
Odiavo sentirmi in colpa quando tornavo per le ferie ed era un continuo: "Ma ti fermi poco", "Già riparti?", "Non ti si vede mai quando sei qui".

Ah, scusatemi tanto! Avrei dovuto prendere un mese in più di ferie solo per voi! Così c'è più tempo per darmi pacco.
E la mia vita, nel frattempo? La mia vita è in pausa, ma tanto quella è una cosa secondaria.

La tristezza arriva di soppiatto, quando mi rendo conto che tornare in Italia non ha cambiato di molto le cose. Invece che Londra o Amsterdam, questa volta è a Milano.
Sono sempre io a dovermi muovere, sempre io a dover mettere in pausa la mia vita.

"Ma perché non vivi a Torino? Puoi fare sempre la pendolare!"
"Non fa per me"
"Ma molti lo fanno!"
"Ma io non sono molti! E molti non fanno gli orari che faccio io, altrimenti si sarebbero trasferite, esattamente come ho fatto io"
"Ma vuoi mettere vivere a Torino, invece che a Milano?"
"Dormire a Torino, intendi"


Non importa che pure io preferisca la mia città natale perché questo non cambia il fatto che io non ci vivo.
Non cambia il fatto che io viva altrove e non fa sparire la piccola fitta di dolore che sento ogni volta che sento qualcosa dirmi una cosa simile, perché sembra che la loro avversione per la città sia più forte della voglia di passare del tempo con me.

Ed è questo alla fine che fa male, questa mancanza di reciprocità, che ha accompagnato i miei anni di vita all'estero e sembra proseguire ora. E' la tristezza di sentirmi e sapermi sola.

Ma, come mi ha detto giustamente Flavia, io ora sono a Milano ed è qui che devo costruire la mia vita, a partire dalla partita di stasera.

1 comment:

  1. Quattro a zero per te, Virgi. Così si fa.
    Io a Londra c'ero, eh! Mi ricordo un baruccio anni '60 dove siamo state insultate...
    Baci e buona ripartenza!

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