Saturday, 21 July 2012

te lo giuro che la brucio

Oggi dovevo lavorare ed ero rimasta d'accordo con il mio capo di lavorare da casa dei miei: non c'è nessuno e internet funziona meglio che in ufficio. In questo modo poi sono riuscita ad andare a trovare papà. Infatti, il capo degli aRissogatti è stato operato due giorni fa e per tutta la prossima settimana ha eletto come suo domicilio il terzo piano (nobile?) del Gradenigo.

Ecco io non so come sia possibile. Forse è il caldo che imperversa, il sole che picchia, lo sbalzo di temperature con l'aria condizionata del 15, non so bene: di sicuro andata e ritorno sono stati due viaggi piuttosto pesanti.
All'andata è salita una mamma con figlioletta sui sei anni era al telefono con l'ex. Io ho cercato con tutte le mie forze di concentrarmi sul libro che stavo leggendo, ma è  praticamente impossibile quando la tizia seduta di fronte a te urla a Nicola il fatto suo... e in effetti, Nicola non è esattamente uno stinco di santo e ha poco da arrabbiarsi se la ex moglie lo va a sputtanare in giro: prima di andare al mare con la nuova compagna, dovrebbe prima pagare gli arretrati del mantenimento alla figlia.

Al ritorno invece è stato il turno di un Nerone2.0: "E io la macchina la bruccccio! Te lo giuro che te la bruccccio! Cosa?? Cosa stai dicendo!?!? Te lo giuro che te la brucccccio!" E avanti così, a ripetere le stesse frasi per venti minuti buoni.

Il fatto è che io provo fastidio in certe situazioni, come i litigi: mi mettono in imbarazzo, specie quando ci sono persone che fanno da pubblico al litigio. Soprattutto quando io sono parte del pubblico.  Che faccio? Faccio finta di niente? Guardo fuori dal finestrino? Mi intrometto? Passo un cerino a Nerone?

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