Saturday, 11 August 2012

stereotipi con le ali

Una volta eravamo noi a godere di una particolare nomea quando si parlava di viaggi aerei (e non solo). E con noi intendo gli italiani.
Italiani caciaroni, confusionari, incapaci di spiaccicare due parole due in qualsiasi altra lingua se non la loro. Gli italiani che fanno l'applauso dopo l'atterraggio, non prima, perché certe applausi non si concedono sulla mera fiducia, e che non obbediscono mai alle regole e alle hostess.

Ora invece, ogni volta che prendo un aereo, i pregiudizi crollano e si sgretolano. Sarà che anche in questo oramai l'Italia è in crisi? Lo scorso lunedì ero una delle poche italiane su un volo popolato al 90% da barbari di varia natura. C'erano famiglie che assomigliavano più a squadre di calcio a cinque con genitori che non comprendevano il concetto di tenere le cinture allacciate durante il decollo e l'atterraggio. La business uòman francese che usava allegramente il cellulare dopo che le hostess le avevano ripetuto di spegnerlo per ben tre volte.
E che dire della bionda banda tedesca seduta accanto a me? Nulla, ma, a un giorno dalla conclusione delle Olimpiadi, hanno ancora una pur minima speranza che il "calcio piazzato al tavolino del sedile davanti" diventi specialità olimpica e in quel caso anche io potrò dire "sì, io c'ero".

Dopodomani sono di nuovo in volo e penso sia arrivato il tempo di investire un po' di soldi in un paio di cuffie per isolarmi dal rumore...

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