Sunday, 2 September 2012

Cose di casa / 2.a parte: Coniglio con pipa e occhiali

Non sono un'artista, ma amo pensare di appartenere a una famiglia di artisti.
Chiunque ne dubitasse, si ricrederebbe subito vedendo l'eclettico portfolio di mia sorella: dagli autoritratti ai vulcani dei dinosauri fatti con carta igienica e colla vvvvinilica, passando per le vignette satiriche disegnate nella scatola dello Scarabeo.

Mia sorella è anche una pianista, musicista anche lei come mio madre: un cantautore dell'assurdo, nonché narratore straordinario, creatore di fate puzzolenti e disegnatore di lupetti cicciotti con tendenze suicide.

E poi c'è mia mamma, capace di dare a ogni sua creazione un tocco unico: dalla bicicletta puffetta, alla puffosa cassa della legna e i complementi di arredo in pongo per la casetta delle bambole, ogni sua opera è unica.  Lei a sua volta aveva preso qualcosa da sua mamma, ovvero sia mia nonna, che ha sempre mostrato un approccio al disegno degno di Quentin Tarantino, come dimostra il suo cavallo di battaglia: il gatto infilato nel frullatore.

C'è una pietra miliare fondamentale ma non riconosciuta delle arti visive contemporanee, un punto di non ritorno della ermetica corrente balenga, una tappa della storia dell'arte.
Un capolavoro. Il Capolavoro.
Si tratta della tela firmata da mia madre, "Coniglio con pipa e occhiali":

dettagli

Il coniglio l'ho sempre amato, sin da quando era appesa nella casa vecchia di La Cassa, da bambina ero convinta che il prato fiorito alle spalle del coniglio fosse quello lungo la strada per il Colverso dove andavamo a funghi con mamma.
E gli occhiali il coniglio li aveva probabilmente fregati a mio nonno Eugenio, mentre non so dove potesse aver recuperato il farfallino.

Quando ho comprato casa, mia mamma mi ha regalato il suo quadro e io ero felicissima come non mai.
Poi, quando sono emigrata, il coniglio non l'ho potuto portare con me.
Qualche mese fa, ho firmato il contratto, ho fatto le valigie e sono tornata in Italia: fra tutte le cose che ho impacchettato e portato a Milano da Torino, la tela del coniglio è stata la prima cosa a cui ho pensato.

coniglio con pipa e occhiali

Ora il coniglio con pipa e occhiali mi tiene compagnia in salotto. Non vedo l'ora che i miei vengano a cena a casa mia per mostrargli, non solo la casa, ma soprattutto il quadro.
So già cosa cucinerò: coniglio, ma senza pipa e occhiali, altrimenti lo digeriamo fra vent'anni.

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