Saturday, 22 September 2012

"day" hospital

Tornare dalle ferie è stressante, sento il bisogno di prenderne altre.
Sembra che il mondo in generale e il servizio sanitario nazionale in particolare si siano messi di buon impegno per farmi perdere la pazienza.
Con il mondo più di tanto non me la prendo, perché, beh, è così che va.
Anche con il servizio sanitario nazionale dovrei non prendermela perché so benissimo come va. E invece...
Prima delle ferie l'angiologo mi aveva detto che mi sarei dovuta operare e così ieri è stato, il che di suo non è male. Solo che quando sono uscita dall'ospedale, dopo le quattro, ero una specie di fascio di nervi ambulante, una carica di TNT pronta a saltare contro il primo sfortunato che mi fosse passato davanti.
Non credo nemmeno si possa dire sia stata una reazione eccessiva: il dottore mi ha detto di presentarmi in ospedale alle 6:45 di mattina, cosa che io ho ovviamente fatto.
L'intervento è durato 25 minuti.
Ora, facendo un po' di matematica spiccia e imprecisa, uno può domandarsi che cosa abbia fatto nelle rimanenti 8 ore e qualcosa.
Me lo sono chiesto pure io. Nulla, non ho fatto nulla. Ho chiacchierato con l'altra signora che doveva essere operata e che, come me, alla fine aveva accumulato un livello di incazzatura tale da illuminare a giorno Milano. E poi ho aspettato. Aspettato. Aspettato ancora. Ah, non mi posso scordare anche di come abbia continuato ad aspettare, il tutto mentre aspettavo di sapere per quanto altro tempo ancora avrei aspettato.
Quando un'infermiera ha avuto la faccia tosta di dirmi che "dovevo prenderla come una rilassante giornata di vacanza", non le ho staccato la testa a morsi e di questo mi sento molto orgogliosa: alla faccia di tutti quelli che mi hanno sempre detto che non ho pazienza, più paziente di così!

E ora? Beh, il chirurgo mi aveva detto che sarei uscita con le mie gambe (aveva ragione) e che potevo tornare a camminare senza alcun problema. Qui mentiva sapendo di mentire, perché ieri la camminata massima che mi sono concessa è stata dalla sala al letto. Finora oggi non è andata meglio.
Poco male, però. Mamma è venuta a passare il weekend a Milano: non andremo in giro, ma almeno chiacchiereremo un po' in tranquillità e mi dirà cosa ne pensa della casa.  Mi ha già comprato un set di bicchieri: non che io non ne avessi, ma le dava fastidio li avessi tutti spaiati e che l'abbia fatto bere l'acqua in un boccale da birra.

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