Thursday, 25 October 2012

giornalismo (e) spazzatura

In questi giorni il lavoro non mi lascia molto tempo libero e quel poco che riesco a ritagliarmi cerco di dedicarlo a cose che mi piacciono e che non mi fanno stressare e/o arrabbiare.
Quindi la televisione rimane spenta il più possibile. Questo non vuol dire che mi sono chiusa a riccio, continuo a leggere e tenermi informata, ogni giorno leggo un po' di notizie da siti italiani e stranieri così la bile si accumula un poco alla volta.

Oggi, causa una serie di sfortunati eventi, la bile è salita oltre i livelli di guardia.
La mattina non è iniziata benissimo: volevo guardare le previsioni del tempo prima di andare a lavoro, e mi sono beccata quel bip di Sallusti che si erigeva a paladino e martire della libertà di stampa, con a seguire teatrino in parlamento su legge salva-Sallusti (ti lamenti che nessuno della procura ti è venuto ad arrestare? Sai dov'è San Vittore? Bene, vacci!).

Poi a pranzo la tortura continua al pub-bar, dove la televisione continua a punzecchiare la mia pazienza. Rientro in ufficio e ad aspettarmi c'è la cosiddetta goccia che fa traboccare il vaso: una mail di Antonio riguardo la manifestazione di sabato scorso per opporsi alla costruzione dell'inceneritore (pardon, il termovalorizzatore) del Gerbido.

C'era una manifestazione contro l'inceneritore? Davvero? Non ne sapevo nulla! E perché non ne sapevo nulla?
Eppure li leggo i giornali. Ecco è questo il mio problema. O meglio, il NOSTRO problema.
Perché i quotidiani italiani, invece di approfondire i problemi ambientali (a meno che non sia ormai troppo tardi e ci siano già inchieste giudiziarie avviate) preferiscono piazzare in prima pagina notizie come questa:



Già, la nazione si ferma, il panico sembra impossessarsi piano piano della società civile, mentre il silenzio cala su tutti noi, per lasciarci meditare in silenzio su questa notizia: Ilary Blasi, una donna che riesce a entrare a piedi giunti in una gamba dei miei jeans, potrebbe avere problemi di linea. 
Eh, già. Sono tragedie.

Quindi, vi lascio a riflettere sulle disgrazie della vita.

Di Gerbido possiamo riparlarne fra una ventina di anni, quando probabilmente avremo scoperto i suoi effetti sull'aria, ad eccezione della puzza infame che infesta buona parte della città quando il vento soffia nella direzione sbagliata. Possiamo fare finta che non succeda nulla, a patto di turarci per bene il naso.

Oppure possiamo fare la cosa meno comoda: possiamo scegliere di informarci sull'argomento, da soli, senza affidarsi a prosivendoli vari ed eventuali.
Possiamo iniziare da qui, il sito del Coordinamento No Inceneritore - Rifiuti Zero Torino: il modo migliore per avere notizie sulla situazione del Gerbido, sui motivi della protesta e su come si sta evolvendo la situazione. Non solo! In questo modo saprò della prossima manifestazione in anticipo e non quasi una settimana dopo!

1 comment:

  1. la tv spenta è una ottima conseguenza di troppo lavoro :-)

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