Friday, 2 November 2012

Mafalda, il mappamondo e la lavatrice.

Il primo novembre l'ho passato come buona parte dei giorni di festa: riprendendomi da un malanno. Come ogni anno ho avuto la mia dose minima di tonsillite: martedì ho causato l'ilarità generale dei miei colleghi durante una teleconferenza. La voce ora è tornata più o meno a livelli e frequenze accettabili, soprattutto perché ho passato ieri tappata in casa a bere tisana e prendermi cura di me stessa (che cosa strana, dovrei farla più spesso!).
E' stato comunque un giorno abbastanza fruttuoso.
Ho messo ordine fra le foto. Ok, ho iniziato un'altra volta a mettere ordine fra le foto (e prima o poi finirà pure di mettere ordine) ho aggiornato le foto di alcuni progetti su Ravelry.
Ho scritto, letto, guardato la signora Fletcher, ascoltato Chet Baker, Billie Holiday e Tchaikovsky.

Non ho stirato e mi sono completamente scordata della pila di roba che aspettava di essere messa in lavatrice.
Beh, mi sono completamente scordata di molte altre cose. Ho deciso di passare un giorno di oblio dai media: ho evitato giornali, tg, gr, qualsiasi cosa potesse ricordarmi che, là fuori, lontano ma non troppo dal mio soggiorno, c'è un mondo che tira a campare tra guerre, follie omicide e cambiamenti climatici.

A un certo punto ho provato una lieve punta di senso di colpa. Ma come? me ne sto qua ad ascoltare il concerto per violino mentre fuori, fuori... ecco visto che non ho la benché minima idea di cosa sta accadendo fuori?!?
Il senso di colpa non ha avuto vita lunga. Nel tempo che mi ci è voluto ad alzarmi dal divano e raggiungere il giradischi, mi è tornato alla menta un ricordo di pochi giorni prima.

Ho passato parte di domenica nella "stanza dei lavori" di mamma, la vecchia cameretta di Adri, riadattata da mia mamma a stanza per cucire, ricamare, stirare, leggere, guaradare la tv, chiamare su Skype e giocare ad Angry Birds e Orba.
Mamma era per l'appunto presa a passare tutti i livelli della versione di Halloween di Angry Birds Season (è fatta così: prima passa i livelli, poi torna indietro e ottiene il massimo dei punti possibili, tre stelle e golden eggs). Io ero seduta accanto a lei, la tazza di tè sul tavolo e un tomo appoggiato sulle ginocchia.
E' uno dei vari pezzi sparsi della vita passata che, per un motivo o un altro, è scampato alla prima ondata di trasloco verso Milano: è il libro che raccoglie le strisce di Mafalda.
L'ho comprato qualche anno fa, quando mi sono resa conto che i libri di Mafalda che ho sempre letto non erano miei e li avrei dovuti lasciare alla legittima proprietaria.

Lazy Sunday afternoon: Mafalda & tea

Domenica pomeriggio è passata così, con mia mamma che ogni tanto mi guardava con un'espressione che diceva "ormai l'abbiamo persa" e io che ridacchiavo su strisce che riesco ancora a recitare a memoria, altre che non mi ricordavo così belle, mentre io ero alla ricerca della striscia del manganello, una delle mie preferite:


Eh sì, Mafalda ne ha sempre capito più tutti e anche lei ogni tanto smetteva di preoccuparsi del suo mappamondo e si metteva ad ascoltare i Beatles.
Così sono arrivata al giradischi e ho deciso di continuare a vivere così per ancora un po': ho girato lato del disco e sono tornata sul divano.

Purtroppo così non può durare a lungo e sono tornata alla vita di tutti i giorni, a preoccuparmi del mappamondo. E della lavatrice. L'ho caricata e fatta partire stasera.
Fino a qualche tempo fa mi sarei preoccupata di usare la lavatrice tardi la sera, ma con le tariffe dell'elettricità non c'è altra scelta. In più a chi posso dare fastidio? Ai vicini bifolchi che litigano e urlano ogni sera, anzi ogni notte? Ecco, magari una seconda centrifuga ci sta tutta.

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