Saturday, 15 December 2012

Biglietto di Natale

L'altro ieri parlavo di quanto fosse difficile per me vivere lo spirito del Natale, a meno che lo spirito non sia un paio di bicchieri di Auchentoshan.
Troppe cose nel mondo mi fanno pensare, stonato nel mare di volemose bene e nei monti di siamo tutti più buoni. La conseguenza principale di tutto ciò e la sua valvola di sfogo coincidono: ho il vaffanculo facile in questi giorni, estremamente facile e in una serie di colorite e poco eleganti variazioni sul tema.

Il cinismo è facile; non chiede molto e chiede altrettanto poco. Poi però succede che una sera, incarognita come poche altre volte sulla metro, tanto che mi sembra di avere un'aurea da supersayan, ecco che l'occhio mi cade su un cingueggio di twitter, con un link.
E' la storia di un'ottantasettenne statunitense, Patsy Roberts: per anni ha conservato i biglietti che le spedivano parenti e amici, pensava di leggerli quando avesse sentito che la sua ora si stava avvicinando, un modo per ricordarsi delle persone incontrate durante la vita e tutto l'amore che circonda queste persone.
Poi è arrivato l'uragano Sandy che le ha letteralmente portato via questi biglietti. Completamente distrutti.
Suo genero ha postato un appello su faccialibro per far arrivare a Patsy dei biglietti per Natale e la storia è finita sul Daily Beast. Io la leggevo sulla metro e per poco non mancavo la fermata.
Sono entrata in casa, preso carta e penna e ho scritto a Patsy.
Quando ho finito di scrivere e chiuso la stilografica, ho guardato la lettera indirizzata a Patsy. Ho sorriso.

Sono ancora un Grinch che mal sopporta il Natale, ma un po' più in pace con l'umanità. E' il mio regalo di Natale a me stessa.

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