Wednesday, 26 December 2012

Riassunto di Natale e dintorni

Sono sopravvissuta a diverse cose negli ultimi giorni; in primo luogo sono sopravvissuta a me stessa, il che, considerato il mio alto grado di pericolosità (sia in statico che deambulante) è già di suo un risultato strepitoso.

Più che ai Maya, venerdì sono sopravvissuta a diversi caproni al volante, gente che evidentemente ha scambiato le strisce pedonali per addobbi natalizi monocromatici. La gente era parecchio nervosa in giro, correvano tutti o forse era solo un'impressione: forse sono io che ho ormai assunto un passo da lumaca.

Il weekend è passato veloce e felice: Flavia e Rob hanno fatto una breve tappa a Milano prima di proseguire per Firenze. Abbiamo passato sabato pomeriggio a zonzo per Milano e ci siamo presi un caffè insieme domenica prima di prendere i nostri treni. Milano in buona compagnia risulta più bella.

Vigilia e Natale sono passati veloci e confusi. A casa mia il Natale non si sente molto, non siamo una famiglia classica da cenone e messa di mezzanotte. A chi mi dice che in quanto non cattolica non dovrei nemmeno festeggiare, come al solito mi parte la ramanzina sul fatto che gli aRissogatti festeggiano la versione più libera da ipocrisie del Natale: noi festeggiamo il consumismo più becero e il riunirsi in famiglia, non necessariamente in quest'ordine. Poi basta aver letto anche superficialmente le pagine dei quotidiani degli ultimi giorni per avere una vaga idea di quanto amore fraterno sprizzi dai pori della chiesa cattolica, quindi preferisco evitare ipocrisie sullo spirito natalizio e buttarmi su uno spirito più materiale, e al gusto ciliegia:

Stock Cherry

Natale è passato, con l'albero con le luci accese, Ilaria che batteva a casaccio tasti della sua pianola, Davide che batteva i record di surfisti mangiati dagli squali (solamente giochi educativi per il pupo di mezzo) e Sara che tesseva le lodi di polenta e merluzzo.
Nel frattempo papà viziava un nipote a caso (quello che trovava libero o non impegnato a mangiare cioccolatini) mentre Ciccio cercava di montare la pista degli zhu-zhu pets. Quando l'ha finalmente finita era arrivato il momento di smontarla per portarsela a casa, ma questi sono dettagli insignificanti.

A una certa ora mi sono messa a lavorare sul mio scialle mentre alla tv piovevano polpette.
Poi sono andata a dormire e stamattina tutto sembrava già un ricordo lontano, inghiottito dalla nebbia che non sembra volersene andare via.

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