Monday, 14 January 2013

la X indica il punto

Ieri mattina mi sono svegliata tardi e la giornata è passata oziosa. Non avevo voglia di fare molto e credo di averci messo un'ora buona a fare colazione: non solo perché avevo la velocità di un bradipo per fare una qualsiasi cosa, fosse anche solo mescolare lo zucchero nel caffellatte.
No, è tutta colpa dei giornali. Ho iniziato a leggere le notizie e sono rimasta letteralmente imbambolata dai simboli che sono stati presentati per le prossime elezioni.
Hanno presentato 215 simboli.
2-1-5
Duecentoquindici.

A contare all'indietro, io probabilmente mi addormento a centonovanta! Come diavolo possono avere messo insieme 215 simboli?!?!

Li ho passate in rassegna più di una volta, perché non sapevo decidere su quale fosse il più assurdo o strampalato: ci sono liste che sembrano guardare al passato, come quelli di "Giovanni dalle Bande Nere", altre che guardano avanti come "Staminali d'Italia" (l'Italia s'è desta!).
Ora, mettiamo una cosa in chiaro: il contenuto fra parentesi ce l'ho messo io, ma i nomi no! Sono stati "loro", chiunque essi siano!
C'è solo da sperare che "Forza Lazio" e "Forza Roma" non finiscano nella stessa coalizione, o quanto meno li siedano in curve separate.
Mi domando quanti voti raccatterà il Movimento Bunga Bunga (giuro che c'è!) o Voto di Protesta di beppecirillo. Per non parlare di "Il Megafono - Lista Crocetta" che, da torinese qual sono, mi fa pensare a un'orda madamine impellicciate del quartiere della Crocetta, armate di megafono a fomentare la rivolta in chiave bagna cauda. E se votassi per quelli di "Io non voto?". O meglio la "Fratellanza Donne"?
Il mio preferito al momento è il "Movimento Poeti d'azione": non so, mi sembra abbia un nome così, ecco, poetico!
Ho quest'immagine in testa, di un uomo alto, con lo sguardo un po' triste e il sorriso beffardo. O forse no, non è beffardo, è solo rassegnato, il sorriso di un uomo che ha già visto tutto, già sa come andrà a finire eppure un po' di speranza gli fa ancora battere il cuore. Alza il bavero del suo trench, a passi lunghi e decisi, afferra una matita e, chiuso in sé stesso e nel segreto dell'urna, il naufragar gli è dolce in quel mare (di liste improbabili).

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