Saturday, 16 February 2013

Ricordare

Mia madre è riuscito a chiedermelo ben due volte in una settimana. Suppongo lo trovi divertente, credo ami vedere la mia faccia contrarsi in una smorfia a metà fra "ma sei fuori?" e "uhmisignur" quando ciaciariamo su skype.
"No, non ho guardato il festival di Sanremo ieri e no, non ho intenzione di guardarlo nemmeno oggi."
E non solo, non ne voglio leggere nemmeno una riga a riguardo sui quotidiani. O su Internet.
Non è per snobismo e non è solo perché io Sanremo non l'ho mai potuto reggere.

E' soprattutto perché al momento il mio cervello non riuscirebbe a reggere tutta la fuffa che rotea attorno al festival dei fiori.

E' successo che martedì sera, mentre salivo al binario della metro con la scala mobile, sono arrivata a leggere questo passaggio. Poche frasi che hanno mandato in tilt il neurone.

"I nomi a volte ci aiutano o ci costringono a pensare e poi a ricordare.
Ricordare è oggi un gesto di educazione, una sfida personale alla dittatura del presente che ci fa tutti informati e distratti, condannati a oblio repentino.
Ricordare ci fa più solidi in un mondo liquido."
(Marco Paolini - "Ausmerzen - Vite indegne di essere vissute)

Le ho rilette una volta.
Poi un'altra.
E un' altra ancora.

Le ho rilette velocemente per poter ricominciare a leggerle un'altra volta.
Le ho rilette lentamente per poter soppesare ogni singola parola.

Le ho rilette sillabando le parole a bassa voce, perché temevo di esplodere, le avessi tenute dentro me.
Le ho rilette in silenzio, per non farle fuggire lontano.

C'è qualcosa, in queste parole, che le ha fatte attaccare alle pareti della mia mente e della mia coscienza.
Sono vive, materiali, mi sembra di poterne scorgere la forma davanti ai miei occhi, mi sembra di poterle afferrare, se solo allungo la mano.

Sono un invito a rimanere svegli, a vigilare su noi stessi e sugli altri, a non rifugiarci nei luoghi comuni della brava gente votata all'ignavia.
Portano con loro una verità semplice e rivoluzionaria, un invito a non accontentarsi delle bugie di comodo e soprattutto a non abituarsi.

Valgono per Aktion T4, ma non solo.

Una parte dei miei pensieri è ancora dirottata su quelle frasi; non riesco a smettere di pensarci: per me è un'esortazione a rifiutare l'ignavia che appare sempre così conveniente (almeno fino a quando non siamo noi a trovarci dall'altro lato del filo spinato) ed è paurosamente attuale nella situazione generale dell'Italia e del mondo.

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