Saturday, 27 April 2013

A/R

Appena mi siedo sull'aereo a Linate crollo. Il viaggio per Barcellona è breve e io me lo dormo tutto.
Lascio una Milano ancora più grigia del solito, uggiosa e grigia e ad accogliermi in Spagna c'è il cielo blu e il sole che splende.

barceloneta


Anche se per lavoro, tornare a Barcellona è sempre bello; in questo viaggio sono riuscita anche a fare una capatina a Barceloneta: so che Barcellona non è una tipica città di mare, ma ogni volta me ne stupisco.
Occhiali da sole, crema in faccia eppure non riuscivo a respirare la salsedine, non c'era aria di mare, bensì di Barcellona.

Neanche il tempo di abituarmi del tutto a questa idea di città non di mare sul mare e mi ritrovo a mercoledì, ad ammirare il fluire della vita nel centro città; il riflesso del sole del tardo pomeriggio dona una luce dolce e poetica ai caller e a Passeig de Gràcia e Barcellona è più bella che mai.

Attraverso Diagunal e fermo un taxi: le vie sono davvero affollate. Oggi è Sant Jordi, dal finestrino guardo la gente che passeggia lenta con rose e fiori in mano.

Per tutto il tragitto chiacchiero in un mix di italiano, spagnolo zoppicante e residui di catalano con David, il tassista.
Mi siedo sull'aereo e l'ultima immagine che ho di Barcellona è del sole che inizia a tramontare e incendia il paesaggio sotto me.
Mi addormento e mi risveglio in Italia. Fuori piove e già sento la mancanza della città che ho lasciato alle spalle.

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