Friday, 26 April 2013

il 25 aprile e Nara

Belief

Giorni strani e inquieti.
Ho di nuovo spento la tv. Non ho resistito.
Vorrei spegnere il cervello a volte, perché leggere certe cose sui giornali fa male: alla mia coscienza di cittadina italiana e alla mia intelligenza.

Anche se non vado in piazza, come ogni anno, il 25 di Aprile è un giorno importante.
Magari le vicende attuali non lo fanno sembrare molto in salute ma io credo che il suo spirito e il suo valore siano vivi: vivono nella mia possibilità di scegliere, di essere d'accordo e dissentire.
Il 25 aprile vive nella possibilità di gente (con piattaforme di comunicazione molto più ampie delle mie) di diffondere odio verso tutto e tutti, di opporre rifiuti populisti senza però fornire soluzioni materiali e reali ai problemi del paese.

Vive nei miei diritti e doveri di cittadina della Repubblica Italiana.


Vive nella memoria di Nara che quando se n'è andata alla funzione hanno ascoltato "Bella ciao" e un partigiano ha letto la preghiera del partigiano.
Nara, che ha fatto la staffetta sui monti sopra Oropa.
Nara che ha combattuto perché la gente oggi abbia la possibilità di dire di tutto senza rischiare il confino o peggio.
Nara che mi ha regalato il 25 aprile. 
Nara che è stata la meglio gioventù di un paese immerso nelle tenebre: è a lei che ho pensato ieri, perché grazie a lei il 25 aprile lo posso festeggiare tutti i giorni e posso vivere in una democrazia (imperfetta, ma pur sempre democrazia). 
Sfido qualunque ortotterino a fare (meglio).

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