Thursday, 18 April 2013

musica di corsa

Si dice che l'importante sia scendere dal letto con il piede giusto.
Io espanderei il concetto: non basta scendere dal letto con il piede giusto, bisogna che poi il piede sbagliato lo segua.
Specie se la sveglia suona presto di mattina e ai piedi del letto c'è il borsone della palestra.

Un po' come è successo stamattina: sveglia alle 6:30 e per le 7 ero in palestra.  Andare in palestra di prima mattina è un'abitudine che ho preso a Londra e che ancora non ho abbandonato. Non sempre è facile: ci sono giorni, specie quando il tempo fuori è brutto, in cui svegliarsi per trascinarsi a un km di distanza portandosi dietro una borsa non proprio leggera non è esattamente il massimo.

Ciò nonostante, il più delle volte vinco la tentazione di rimanere a letto, perché so che dopo la palestra tutto è più facile e anche un po' più chiaro. O quantomeno penso: se non mi sono provocata gravi danni in quest'ora in movimento, le possibilità che lo faccia nelle prossime 15 ore in giro per la città e in ufficio sono minime.
Prendiamo oggi come esempio: ero in palestra per l'appunto, correvo con la grazia di un elefante in tutù e boccheggiavo con l'eleganza di uno di quei pesci di "River monsters".
Dall'iPod partono le note dell'ultima canzone degli Elio e io sorrido.
La canzone prosegue e io sorrido un po' di più. E ancora un po' di più. Un cicinin ancora.

E poi la canzone arriva al punto in cui parla dei linea 77 e dice:
Canto io
No, canto io
Tocca a me, tu avevi cantato prima
Sì, ma un pezzo più corto
Non mi stare davanti, non mi cantare sopra
Vi invito a lasciare tutto
Rispetto la vostra decisione di farci da parte
No mi faccio da parte io

e io scoppio a ridere nel mezzo della palestra, come la balenga che sono.
E più cerco di smettere di ridere, più mi viene da ridere. Anche perché mica ho smesso di ascoltare la canzone!

Ah, ovviamente non ho nemmeno smesso di correre, così alla fine della canzone avevo le lacrime agli occhi, mal di pancia e un bel fiatone. In più, mi guardavano tutti fra l'incuriosito e il preoccupato.

No, forse è più giusto dire che mi guardavano fra il preoccupato per una possibile crisi asmatica e il preoccupato per un possibile tracollo nervoso.


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