Wednesday, 12 June 2013

La storia dell'italiota medio e di fata Lana

Questa potrebbe essere una fiaba, la fiaba di un italiota medio.
Se lo fosse per davvero, allora, forse, inizierebbe così...

"C'era una volta una città tanto magica quanto bella. In quella città viveva un italiota medio.

L'italiota medio viveva una vita media in un appartamento medio. Si pettinava secondo la moda media e mangiava cibi medi. Le sigarette che fumava erano medie, così come il gel che gli cementava i capelli.
Si vestiva però alla moda perché l'italiota medio riconosceva l'importanza di avere le scarpe firmate anche quando si hanno le pezze al culo. Specie se le pezze al culo erano firmate Diesel e per averle avevi scucito 250 euro.

Era un nuvoloso sabato mattina, e l'italiota medio si svegliò e andò al lavoro. 
Erano ormai cinque minuti che cercava parcheggio senza successo, finché da lontano non vide una via molto molto vuota! 
"Un oceano di parcheggi!", pensò l'Italiota medio fra sé e sé, ché anche lui aveva l'animo di un poeta in fondo.
"Minkiaoh ke kulo!" concluse l'Italiota medio, giacché l'alfabeto italiota medio prevede l'uso e abuso della lettera kappa.

Di tutti i posti a disposizione, l'italiota medio decise di parcheggiarsi davanti a un negozio: non ebbe nessuna difficoltà a parcheggiare perché non c'era nessuna altra macchina lì e così ci si piazzò lui. Nessun dubbio gli balenò per il mononeurone... e perché avrebbe dovuto? Certo, il fatto che ci fosse un divieto di parcheggio, affisso proprio lì davanti, qualcosa gli avrebbe dovuto dire.
Ma l'italiota medio decise di non preoccuparsene: infatti lui era convinto che nulla sarebbe potuto succedere finché avesse semplicemente fatto finta di nulla.

Ma le cose stavano per cambiare per l'italiota medio: il caso volle che il negozio davanti al quale aveva lasciato la sua macchina media non fosse un semplice negozio medio.

Il negozio era infatti gestito da Fata Lana: proprio quel sabato era il compleanno del suo negozio e Fata Lana aveva invitato le altre fate e folletti del bosco della Maglia a festeggiare con lei.
Immaginatevi la sorpresa di fata Lana a trovare il posto dove avrebbe dovuto mettere il tavolo dei festeggiamenti occupato da una macchina, per giunta sporca!

Le fate e i folletti arrivarono e si stupirono tutti.
"Ma come? Non dovevamo fare la nostra festa qua? Come facciamo?"
"Aspettiamo", rispose Fata Lana, "sono sicura che chiunque abbia lasciato la sua macchina qua tornerà a spostarla in tempo per la nostra festa!"

Così, mentre aspettavano, folletti e fatine si misero a fare la maglia.
Riga dopo riga, un diritto e un rovescio, le maglie crescevano, gli scialli si espandevano. L'ora della festa si avvicinava e dell'italiota medio nessuna traccia.
Fatine e folletti ogni tanto distoglievano lo sguardo dai ferri e guardavano fuori dalla vetrina: la macchina era ancora lì.
Un diritto e un rovescio, riga dopo riga, le maglie crescevano ma la pazienza si rimpiccioliva...
Fatine e folletti erano tutti di buon cuore, ma non erano mica scemi!

L'ora della festa era arrivata ed era pure passata.
"Basta!", sbottò Fata Lana, "buona sì, ma non esageriamo!" Impugno i suoi ferri #4 ed uscì a passi decisi dal negozio. Fatine e folletti mollarono tutto e la seguirono.

"Al mio segnale", disse minacciosa Fata Lana, "scatenate l'inferno dell'acrilico"
E così fu che al suo ritorno, l'italiota medio non trovò più la sua auto media, ma un gomitolo gigante.
L'italiota medio tentò di protestare, ma a difesa di Fata Lana intervenne il principe Vigile che sconfisse il bulletto trasformandolo in una tarma, che le fatine seppellirono, in maniera preventiva, sotto una montagna di naftalina.

E tutti vissero felici e contenti.
Beh forse l'italiota medio un po' meno degli altri.

Fine."

Questa però non è una fiaba.
Nella realtà l'unico elemento della fiaba che tale rimane è l'italiota medio: lui si comporta come nella fiaba, perché è tanto deficiente nella realtà quanto nella mia fantasia; fatine e folletti della maglia non hanno purtroppo il potere di trasformare le macchine in gomitoli, ma comunque possono riempirgli i finestrini di volantini per il Gomitolo Rosa.




Com'è finita? E' finita che lui è arrivato, ha buttato tutto a terra, non ha chiesto scusa per il suo comportamento e ci ha pure insultato.


Ah già: e il principe Vigile? Beh, nella realtà, tanto principesco non è, visto che assomiglia molto pericolosamente all'italiota medio e se ne sbatte altamente se una macchina è parcheggiata nel bel mezzo di Vanchiglia nel giorno del Lov#5: e ti viene da domandarti se è peggio l'arroganza del parcheggiatore selvaggio o la mediocrità del vigile selettivo.


Ma alla fine, così come nella fiaba, vissero tutti felici e contenti. Pure l'italiota medio, almeno fino a quando non avrò terminato la sua bambola voodoo...

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