Monday, 8 July 2013

Serendipity

(ovvero a volte sono i libri a scegliere noi.)

Ho più di mezz'ora fra un treno e l'altro. Non so esattamente il perché, ma le stazioni in Italia mettono sempre un po' di tristezza: Sarà per l'aria stagnante, i colori da manicomio criminale, la sporcizia; forse una combinazione dei tre elementi è la causa principale.

Decido di entrare in Feltrinelli: c'è stato un tempo, nemmeno così remoto, in cui entrare in Feltrinelli equivaleva ad uscirne con almeno tre libri; ora le cose sono cambiate: è che se un posto inizia a vendermi insalatiere, grissini e pasta come il Lidl vicino a casa, mi aspetto almeno dei prezzi da Lidl, non tanto sulle insalatiere, ché non me ne frega niente, ma almeno sui libri.
Oggi entrare in Feltrinelli il più delle volte significa cercare sollievo dall'afa o ammazzare il tempo.

Così entro, trolley al seguito, girovago fra gli scaffali e l'occhio finisce su un titolo: "Io viaggio da sola".
Sorrido.



Sono a Verona Porta Nuova, abbronzatura montagnina, scarpette impolverate da 6 giorni di camminate per sentieri alpini, trolley e borsa.
Fino a cinque minuti prima ero lì a chiedermi a che pro avessi portato quel paio extra di sandali e quella felpa: tanto lo sapevo che avrebbero fatto solo volume e peso in valigia, ma non li avrei usati.
E adesso, ho per le mani un libro che sembra essersi piazzato lì, in quel punto preciso della libreria, per attirare la mia attenzione, invitarmi a una chiacchierata fra amiche.

Io viaggio da sola

"Viaggiare da sole non significa affatto essere sole. Significa che vi dovete arrangiare a portare la valigia.
E' vero: sono andata in ferie da sola, ma non posso dire di essere stata sola. Eppure lo devo spiegare al 99% delle persone a cui dico di aver viaggiato con solo me stessa come compagnia.
Vaglielo a spiegare alla gente che a volte io faccio per 3 e non solo come chili al seguito.
Vaglielo a spiegare alla gente che è meglio che rimanere a casa e rinunciare a tante belle cose.
Vaglielo a spiegare che... ma anche no: gli amici capiscono, la gente invece è un po' caprona e il tempo preferisco impiegarlo a fare altro.

A leggere per esempio il libro che ho comprato alla stazione di Verona Porta Nuova mentre aspettavo il treno che mi riportava alla realtà di tutti i giorni: magari leggerlo proprio su quel treno, ridacchiando come una fessa mentre mi rispecchio in storie e aneddoti da viaggiatrice solitaria.

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