Friday, 16 August 2013

A casa ad agosto...

Lavorare ad agosto non mi è mai pesato molto: già da piccola dovevo aspettare quasi fino agli inizi di settembre per partire con i miei per le ferie e, crescendo, le cose non sono cambiate. Amo pensare di essere sempre stata una persona controcorrente e originale, ma mento sapendo di mentire: la verità è che non ho mai avuto i soldi alle superiori o all'università per potermi permetter le ferie d'agosto.

Poco male, ormai sono abituata e l'idea di dover lavorare quando la maggior parte delle persone è via non mi pesa e in fondo mi piace così.
Solo che questa settimana il mio ufficio era chiuso: così ho lavorato da casa. Non era una sorpresa perché era già capitato l'anno scorso: spiegategli voi ai californiani che sì, tutto l'ufficio è chiuso e no, non posso davvero entrare nell'ufficio perché è tutto allarmato.
Quest'anno però visto che i miei non c'erano, sono anche riuscita a fuggire il deserto meneghino per rifugiarmi a Torino.

Lavorare da casa a volte mi piace, anche se non è esattamente il mio ufficio ideale. Ogni tanto però è utile, ad esempio quando si aspetta il tecnico della lavatrice. Ci sono alcune cose importanti però da tenere a mente per lavorare da casa.
Prima cosa importante: vestirsi sempre come se si andasse in ufficio. Le prime volte che lavoravo da casa indossavo il mio tutine con i coniglietto. Il rischio però è quello di abbruttirsi, con il rischio che una mattina una si sveglia, fa colazione e si mette a lavorare, salvo poi realizzare a mezzogiorno che sta ancora indossando il pigiamone rosa con la scritta "sono la struzzina più bella del mondo" (ho davvero un pigiama simile: me l'ha regalato mia mamma ed è di una bellezza atroce).
Quindi lavorare da casa per prima cosa significa non solo vestirsi da ufficio ma a volte pure truccarsi.

Lavorare da casa significa anche mettere le sveglie per ricordarsi di prendersi delle pause e fare pranzo.
Vuole anche dire spegnere il Mac a pranzo per evitare di trovarsi a condire l'insalata con una mano e usare il mouse con l'altra: quindi per evitare di ritrovarsi a spruzzare la tastiera di aceto balsamico e affettare il mouse, è bene separerai le due cose.

Però lavorare da casa ti permette di fare la lavatrice quando ne hai bisogno, essere in casa quando il postino suona, evitare di aspettare per 20 minuti la verde a Cascina Gobba (la metropolitana a orario ridotto da estate è fra le cose più deprimenti che Milano sa offrire)
Lavorare da casa dei miei a Torino è molto più bello, perché casa loro è più bella di casa mia a Milano, perché quando ho finito posso vedermi con SViN e conoscere il Mistico bevendo una birra al Birrificio oppure andare al museo del cinema e perché posso vedere mia sorella e famiglia.
In più qua non corro nessun rischio di indossare pigiami francamente imbarazzanti...

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