Saturday, 24 August 2013

Aloe alea

aloe

Mia mamma ha il pollice verde. Oddio, è un pollice verde pallido a dirla tutta, perché le sue abilità di orticoltrice sono applicate in maniera molto selettiva.
Sembra che mamma, o quanto meno il suo pollice, provi una sorta di antipatia a pelle per piante come il ficus benjiami o il tronchetto della felicità, mentre il suo cuore sprizza gioia alla sola menzione della parola "papiro"; e "cusot".
Mamma per diversi anni ha applicato le 5 fasi dell''elaborazione del lutto alla sua intrinseca capacità di mandare al creatore un tronchetto della felicità nel giro di poche settimane.
Ora è arrivata alla fine del suo percorso di crescita e coltiva solo più piante che hanno la possibilità di sopravvivere più di 1 mese.

Anche io ho il pollice verde. Non sono nata con il pollice verde, non penso di averlo ereditato. Più che altro sospetto che sia una conseguenza delle radiazioni di Chernobyl. Il mio pollice verde è talmente radioattivo che quando l'avvicino a qualunque vegetale, l'effetto della Kryptonite su Superman assomiglia a un palliativo omeopatico.
Io le fasi non le ho ancora superate tutte, ed è per questo mio limite che ogni tanto continuo a tornare sui miei passi e cerco di far crescere qualcosa.

Gli esperimenti nell'appartamento meneghino per ora vedono un clamoroso successo del mio pollice contro la mia volontà e contro la voglia di vivere di: due piante di basilico (però una l'ho spennata del tutto per fare il pesto ben due volte prima che si arrendesse, quindi magari la facciamo contare di meno), una pianta di salvia, una pianta di rosmarino e una pianta di aloe.

Oggi ho preso e ho fatto il funerale alla pianta di aloe e onestamente non me ne capacito. L'ho sbattuta via. Era marcia, più vicina alla putrefazione che alla vita eppure io non l'ho bagnata una sola volta da quando l'ho comprata! Eppure stava esplodendo dalla troppa acqua!
Guardo la foto che le ho scattato il giorno che l'ho comprata e non me ne capacito: come ha fatto? Come ho fatto?

Penso ricomincerò a fare origami di rose e papaveri ed eviterò di comprare piante per un po'.
Mi rimane la consolazione che, nel caso la terra venisse attaccata da una spietata razza aliena vegetale della costellazione Aloe Centauri o dai crudeli Basilicoidi del pianeta Ross-Marinum, io potrei erigermi a paladina della Terra e far finire l'invasione aliena in un bagno di clorofilla.

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