Monday, 9 September 2013

esercizi di stile

Sabato ho acceso la TV mentre mi preparavo il pranzo.
Per mia somma sfortuna, nessuna replica di “Law & Order” e nessuna traccia della "Signora in Giallo”. Uffa.

Arrivata al momento di grattugiare le carote, con lo zapping ero finita su Real Time. Ora, io di mio sapevo che avrei dovuto cambiare canale, ma ormai era troppo tardi. L’ultima volta che ho grattugiato le carote e ho perso la concentrazione per un solo millesimo di secondo, ho finito pure per grattugiare metà dell’indice destro. quindi nessuna distrazione, massima concentrazione e resistenza a tutto ciò che la TV ha da propormi.

In questo modo ho scoperto l’ennesimo, atroce, incredibile pseudo-reality, “Mia figlia è una cheer-leader”. Il titolo racconta tutta la trasmissione: mamme schizofreniche seguono passo passo la carriera sportiva da cheerleader delle figlie, età compresa fra gli 8 e gli 11 anni. Età anagrafica per le figlie, mentale per le mamme.

Se per un nanosecondo ho pensato, e forse pure sperato, che quello fosse il peggio che quel canale potesse offrirmi, è arrivata la pubblicità a riportarmi alla realtà: ho avuto la conferma di un programma di cui avevo letto su internet, ma a cui continuavo a rifiutarne l’esistenza.
La versione di “Guardaroba perfetto” per bambine e teenager.

Quella Rottelmeier tinta della Paola entra nelle case italiane e aiuta tutte queste povere e disperate mamme italiche, che non sanno proprio come vestire le loro figlie.

Grazie a Paola avranno un guardaroba con un abito adatto per ogni tipo di occasione, suppongo anche in relazione alla loro classe sociale e posizione nella società.

Magari suono un po’ sarcastica. Devo ammettere che la mia prima reazione è stata leggermente diversa, più compassata ecco: “Ma siete completamente cretini?!? Vi siete fatti i gargarismi al cervello col Viakal?!”
Quali occasioni può avere una bambina di dieci anni da necessitare un abito apposito? Una soiree alla Scala, che purtroppo le coincide con la cresima della cugina? Davvero a 12 anni devi passare del tempo davanti al tuo armadio per scegliere come vestirti per andare a buttare la monnezza?
Poi scusate, mamme: ma l'avete vista questa come va in giro vestita??? Siete cecate o irresponsabili?

Poi c’è anche lo scoramento. Ah già. Sei una bambina. Gene XX, è quella doppia x a fregarti, lo sai vero? Ammesso (e non concesso) che tu da grande non cada in una relazione abusiva e non sia uccisa dal tuo compagno, devi imparare ad occupare il tuo posto nella società: quello della bella statuina, che impiega il suo tempo e le sue poche energie mentali a scegliere quali scarpe abbinare al vestito.
Devi imparare sin da bambina che ciò che conta non è quello che vuoi fare, essere e diventare.
Quello che conta è saper abbinare i colori, sorridere e stare zitta.

Devi imparare sin da bambina che il tuo valore non è correlato alle tue capacità e a ciò che tu puoi dare alla società, bensì al tuo look, alle tue misure e al tuo taglio di capelli.
Più che aspirare alle stelle di Margherita, plastificati in una Barbie.

Penso alle mie nipoti e mi preoccupo: cresceranno con la massima aspirazione di sposare un calciatore? Penseranno che il loro valore dipende solo da come appaiono dal di fuori?
Ma mi preoccupo anche per Davide: anche lui è destinato a crescere in una società dove le sue sorelle sono considerate così? E come tratterà e si comporterà con le sorelle degli altri?

Ma alla fine di tutto penso alle mamme cheerleader e a quelle che non si fanno problemi ad apparire in TV per rimestare il guardaroba delle figlie. E' lì che parte il problema?
Ho riguardato lo spot ed è solo dopo che l'ho rivisto che mi è venuta in mente un'altra cosa: saranno tutte ragazze madri? Non c'è l'ombra di un padre nello spot che pubblicizza la trasmissione! Dove sono i papà???
Non le vestono le loro bambine al mattino per portarle a scuola? Non si interessano a loro perché sono già al lavoro a quell'ora del mattino o perché sono inutili? E chi è ad essere inutile? Le figlie o i padri?

Le possibili risposte che mi sono venute in mente per giustificare l'inutilità dei padri in queste famiglie finora sono tre: prima possibilità è che hanno fatto un casting mirato a famiglie in cui i genitori si spartiscono i compiti sulla base del sesso dell'erede, quindi i padri non servono a questa trasmissione.
Seconda possibilità è che per i figli maschi non sia così importante come si vestono, quindi che se ne vadano pure in giro coperti da un sacco di iuta, l'importante è che sappiano tirare calci a una palla e saper fingere bene quando si cade.
Terza e ultima possibilità è che Real Time abbia già nel cassetto un'altro programma, questa volta condotto dall’amico di Paola, il wedding planner con pantaloni da acqua in casa: "L'eleganza del maschietto" o giù di lì.

Sai com'è, Virginia, in questo paese ci sono già così pochi pregiudizi e le discriminazioni sessiste scarseggiano pure, che qualcuno ci dovrà pur mettere una toppa: ma tu non sforzare troppo il cervello, ché il gentil sesso non sopporta le fatiche troppo intense.
Non pensare. Nuoce gravemente alla saluta, quasi più di passarsi un dito sulla grattugia.

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