Monday, 2 September 2013

Note

Sabato pomeriggio mi vedo con delle amiche. Appuntamento al "Luna's torta", che già solo per il fatto di chiamarsi così, mi fa sentire molto più trendy e anche un cicinin più intelligente: saranno tutti i libri intorno, la musica non troppo invasiva, il tè allo zenzero, ma tutto complotta a nostro favore, così il pomeriggio scorre via veloce fra una chiacchiera e l'altra.

Dalla radio giungono note familiari.
O meglio io so che sono familiari ma non so bene il perché, non riesco a identificarle. Solo qualche anno fa avrei interrotto del tutto la conversazione e costretto tutte quante a prestare attenzione alla canzone fino ad identificare titolo e cantante. E avrei bloccato qualsiasi tentativo di riprendere la conversazione fino alla risoluzione dell'arcano.
Non sarei riuscita a funzionare altrimenti. In realtà è ancora così, il mio cervello va in corto quando non ottiene risposte a certe domande.
Ma sabato mi è bastato tirare il cellulare fuori dalla borsa e far partire shazam, discretamente, senza dare troppo nell'occhio: tempo cinque secondi ed ecco la risposta che arriva veloce e precisa.
Così ho messo via il cellulare felice e contenta e e sono potuta tornare a quella sana opera di taglio e cucito socio-semantico nota ai profani come spetteguless.

Le riflessioni musicali le ho tenute per dopo. Solo ieri mattina mi sono chiesta come ho fatto a scordarmi di Chris Isaak e di "Somebody's crying". Il cd deve avercelo ancora Adri, mi pare l'avesse comprato lei.
Che strano che l'avessi scordata, perché era la mia canzone preferita dell'album. La voce di Chris ha un ritmo ipnotico e mi ricordo che questa canzone aveva il potere di risollevarmi l'umore. Eppure non ha un testo propriamente allegro. O forse proprio perché il testo è malinconico: a 17 anni mi rispecchiavo in quelle parole, mi sentivo compresa, e non era una sensazione molto comune per me ai tempi.

Sul treno stamattina, guardavo l'autostrada a lato, le nuvole basse e mi veniva da sorridere. Il mio vicino ci trovava meno da ridere: credo che il mio canticchiare lo abbia disturbato molto.

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