Thursday, 31 January 2013

gli squali di Davide e gennaio

Domenica sera, mentre Ciccio si occupava della porta mezza divelta, Sara si preoccupava dei compiti ancora da fare, mio padre raggiungeva livelli finora mai toccati di "come ti vizio i nipoti", io ho espletato ai miei doveri istituzionali di zia e ho passato un po' di tempo con Davide.

Mio nipote, beh, è un tipo.
In questo periodo il suo mondo è popolato di dinosauri e ragni, scorpioni a cui affibbia "livelli di pericolosità". E squali. Ah gli squali!
C'è un gioco che ho scaricato sull'iPad: si tratta di "pilotare" gli squali, farli mangiare gli altri pesci e i surfisti, fargli evitare meduse, mine e rifiuti tossici, prendersene cura e farli crescere. Raggiunto un certo punteggio si sbloccano altri squali.
Davide all'inizio non capiva come funzionasse il gioco e i suoi squali morivano di fame nel giro di venti secondi. Però il pupo mica è scemo, così ora ha già sbloccato due squali e collezionato record su record.

Ogni volta che torno a Torino, Davide mi sorride, sgrana i suoi occhioni blu e poi mi snocciola una serie di dati su quanti surfisti ha pappato e quante tartarughe ha sbranato. E io penso: "Ma che dolce che è questo bimbo."
All'inizio mi preoccupavo fosse un gioco troppo violento.
Poi ho pensato al mondo in cui si ritrova a vivere e mi sono sentita piena di tenerezza: beato lui, nel suo mondo il pericolo maggiore è venire punto da un pesce scorpione.

Mi ha fatto anche un disegno, che ho appeso in ufficio: è uno squalo che mangia un barracuda e, allo stesso tempo evita l'infida mina e il tossico rifiuto.

Lo squalo Mako - pennarello su carta - 2013 Davidone amore della zia

Domenica sera eravamo appollaiati su due sgabelli; lui era lì che giocava beato e contento e mangiava surfisti, quando a un certo punto le cose si sono messe male e lo squalo ha iniziato a perdere colpi: non ha più trovato cibo, ha perso forze ed è scivolato sempre più giù nell'abisso, dov'era chiaro sarebbe diventato, ecco, cibo per pesci.
Ed è stato in quel preciso momento che Davide ha detto, con tutta la gravità e drammaticità che gli consentono i suoi quattro anni e mezzo, una frase che mi ha colpito: "Oh no!!!!! La profondità mi schiaccia!!!" (Davide è un tipo incline all'uso e abuso dei punti esclamativi).

Davide parlava del suo squalo, io pensavo a me a gennaio.

A  me gennaio non piace. Proprio per niente: non so per quale motivo, ma lo trovo particolarmente duro. Faccio fatica a farlo passare.
Sarà il trauma da rientro dalle ferie, combinato al sapere che dovrò aspettare ancora un bel po' per altre vacanze.
Sarà che l'inverno mi sembra non debba finire mai e che le cose non facciano che peggiorare.
Non so. Per un po' di tempo, fino all'anno scorso, usavo la scusa dell'essere dovuta ritornare indietro, in Inghilterra o in Olanda, come giustificazione principale del mio cattivo umore.
Non era una scusa, quanto piuttosto una parte dei motivi che mi facevano stare male.

Gennaio è un mese un po' strano per me: ci sono sempre progetti, idee, piani che si affacciano all'orizzonte eppure anche un'inquietudine di base, un malessere generale.
Davide senza volerlo me l'ha ricordato. E' quella profondità, quel buco nero che ho dentro di me il responsabile: a gennaio sono più scoperta agli attacchi, siano essi portati da microbi o da pensieri negativi. Ho meno difese e sono più distratta del solito, eppure lo so che gennaio è così, dovrei prepararmi.
Invece no, non arrivo mai pronta e lascio che la mia profondità personale mi schiacci, anche se solo momentaneamente. O così mi auguro.

Wednesday, 30 January 2013

Alle otto della sera

Fra le tante cose di cui si è parlato e ciancischiato da Wool Crossing lo scorso sabato è di come, di fronte a certi aspetti della vita moderna e modi di fare delle nuove generazioni, alcune di noi si sentano vecchie.
E io ho pensato: "Mondo boia, se una ventiquattrenne si sente vecchia, allora io come mi dovrei sentire?!?"
Ci ho ragionato un po' su e sono arrivata alla conclusione che posso reputarmi legittimamente vecchia. Non lo considero un gran male; meglio vecchia che idiota, no?

Ora, non so quanto sia collegato a questo sentirsi, reputarsi vecchia, ma sono in una fase di rigetto del presente. O almeno di parte di esso. Non ho più acceso la televisione da settimane: ho staccato la presa prima delle ferie natalizie e al rientro non l'ho più riattaccata.
Anche la radio mi irrita, perché il livello dell'offerta è da anni in pericoloso calo e sembra che la fascia di ascoltatori a cui mirano è quella dei decerebrati.

Quindi che fare? Beh, in quanto vecchia, o forse è più politicamente corretto dire diversamente giovane, mi rifugio nel passato. Ho scaricato una mole immane di podcast di "Alle otto della sera". La trasmissione ha chiuso qualche anno fa, vittima del cambiamento "ggggiovane" di RadioDue e ancora mi manca. Mi sono scaricata alcune delle mie trasmissioni preferite, quella su Gengis Khan e domenica sera ho salutato Paoletta alla fermata del tram con un "beh, vado che devo finire di ascoltare la trasmissione sulla battaglia di Adrianopoli".
Ironicamente, da quando ho ripreso mano e orecchio ai podcast di "Alle otto della sera", il mio cervello è in piena attività: come fosse uscito da un lungo letargo, ha fame di informazioni, di sapere, di curiosità. Divora tutto ciò che trova sulla sua strada con una voracità che non causa indigestioni.
E io lo seguo, o meglio gli corro affannosamente dietro, non me lo voglio lasciare scappare, il mio cervello: se mi sembra di perdere il passo allora basta mettere su un altro podcast come esca, per farlo tornare sui suoi passi.

Così alle otto della sera, ma anche dopo, mi siedo tranquilla e lascio il neurone al suo allenamento.

Sunday, 27 January 2013

break in

I met with my friend Paola this afternoon: spent some time chatting about life, Italy, work, how everything is, or at least seems, tougher now in Italy in January.

On the way back home I got a phone call from mum: she and dad were on the way back home too, after collecting the grandchildren at my sis'.
I was a bit puzzled by that: were we supposed to have a family dinner and I forgot about that? Nope, my brother-in-law got back from a day out with the kids to find out that somebody tried to break in the flat.

beware of bike thieves

The thieves broke into the flat of the neighbours: they stole the children underwear, pasta and fizzy drinks. Then they tried to break into my sis flat and if they insisted one minute more they would have opened the door for sure. My brother in law was dealing with the police and the blacksmith to fix the door. My sis was still at work, so my parents quickly turned into grandparents to the rescue and went to pick the 3 little ones.

So, once at home, I was met with the chaos only 3 kids can create. Moreover the 2 older ones were over-hyped by the events of the afternoon.
An attempted robbery is perceived in a different way if you're an adult or a child.
To me it's kind of worrying and sad to think about it. It tells a lot about the state of Italy thinking about Lupin breaking into a flat, leaving money and gold behind and taking away food instead.

For the kids, the problem was completely different.
Davide was really afraid about what could have happened: "What if they stole my dinosaurs?!?! What if they took all my Spider-Man away? Why would they do something so bad? I hope my snakes are alright... I bet they're scared!"

Sara on the other hand couldn't get any peace: "I still have my homework to do. What will happen if I don't do my homework?!?! I don't care about the broken door... get me back home! I got homework to do! Or I can wake up tomorrow morning at six and do them then!"

Tuesday, 15 January 2013

quack!

Le vacanze natalizie sono passate, ma mi hanno lasciato qualcosa. E no, non mi riferisco ai chili di più, anche se uffa, dannazione, etc. etc.
No, parlo dei fantasmagorici premi della tombolata dell'Epifania.
Ho vinto dei signori premi quest'anno! Ad esempio l'olio solido alla cannabis e la targhetta elefante per la valigia. E il braccialetto di pseudo perle del ristorante cinese e un peluche, un cane di nome Paolo (anche se mia mamma si riferisce a lui come "il Coso"... mai stata una gran cinofila, la mamma).
Il peluche Paolo è stato così chiamato in onore di Paolo, assente perché al mare con i figli. Gli abbiamo tenuto da parte due cartelle della tombola e giocato per lui. Non solo, ha pure vinto e non premi da poco! Ha vinto la mia tombola!

Questa papera, vinta qualche tombolata fa in bianco, è stata successivamente ridipinta e smaltata da mia mamma. Non sfigura accanto ad altre creazioni ceramico-pennute di design eppure non ho più sentito Paolo. Non una mail a commento della papera... Non capisco! L'anno scorso ha vinto la tazza del matrimonio di William e Kate, quest'anno la papera, eppure non percepisco entusiasmo da parte sua. E non lo dico solo perché la dipinta mia mamma (probabilmente un giorno in cui aveva bevuto un bicchierino di troppo), ma davvero non capisco: non è bellissima?!?!


Monday, 14 January 2013

la X indica il punto

Ieri mattina mi sono svegliata tardi e la giornata è passata oziosa. Non avevo voglia di fare molto e credo di averci messo un'ora buona a fare colazione: non solo perché avevo la velocità di un bradipo per fare una qualsiasi cosa, fosse anche solo mescolare lo zucchero nel caffellatte.
No, è tutta colpa dei giornali. Ho iniziato a leggere le notizie e sono rimasta letteralmente imbambolata dai simboli che sono stati presentati per le prossime elezioni.
Hanno presentato 215 simboli.
2-1-5
Duecentoquindici.

A contare all'indietro, io probabilmente mi addormento a centonovanta! Come diavolo possono avere messo insieme 215 simboli?!?!

Li ho passate in rassegna più di una volta, perché non sapevo decidere su quale fosse il più assurdo o strampalato: ci sono liste che sembrano guardare al passato, come quelli di "Giovanni dalle Bande Nere", altre che guardano avanti come "Staminali d'Italia" (l'Italia s'è desta!).
Ora, mettiamo una cosa in chiaro: il contenuto fra parentesi ce l'ho messo io, ma i nomi no! Sono stati "loro", chiunque essi siano!
C'è solo da sperare che "Forza Lazio" e "Forza Roma" non finiscano nella stessa coalizione, o quanto meno li siedano in curve separate.
Mi domando quanti voti raccatterà il Movimento Bunga Bunga (giuro che c'è!) o Voto di Protesta di beppecirillo. Per non parlare di "Il Megafono - Lista Crocetta" che, da torinese qual sono, mi fa pensare a un'orda madamine impellicciate del quartiere della Crocetta, armate di megafono a fomentare la rivolta in chiave bagna cauda. E se votassi per quelli di "Io non voto?". O meglio la "Fratellanza Donne"?
Il mio preferito al momento è il "Movimento Poeti d'azione": non so, mi sembra abbia un nome così, ecco, poetico!
Ho quest'immagine in testa, di un uomo alto, con lo sguardo un po' triste e il sorriso beffardo. O forse no, non è beffardo, è solo rassegnato, il sorriso di un uomo che ha già visto tutto, già sa come andrà a finire eppure un po' di speranza gli fa ancora battere il cuore. Alza il bavero del suo trench, a passi lunghi e decisi, afferra una matita e, chiuso in sé stesso e nel segreto dell'urna, il naufragar gli è dolce in quel mare (di liste improbabili).

Saturday, 5 January 2013

inizio d'anno e tombolata

Metropolis

Il tempo passa.
Mi sembra ieri che prendevo il treno per tornare a Torino e iniziare le vacanze in famiglia. Ora invece...
Ho già preparato la valigia per lunedì mattina, così domani non ci devo pensare.
Mia mamma ha già sbaraccato l'albero di Natale e domani le darò una mano a riportare tutte le scatole con decorazioni varie ed eventuali giù in cantina.
Stasera vado a casa di Angela per l'ultima tradizione delle ferie natalizie, cioè la tombolata della Befana: ho impacchettato i regali, qualcosa di bello (poco ma buono) e molte cose brutte (e potenzialmente spaventose). Credo che vedrò e probabilmente vincerò pure boiate che voi umani...

Le vacanze di Natale sono davvero agli sgoccioli.
Sono state due belle settimane tutto sommato: ho fatto un detox parziale da internet, lavorato tanto a maglia, mangiato troppo, bevuto ancor di più, spupazzato i nipoti.
Sono stata umiliata a bowling, sono stata a delle mostre e in giro per Torino. Mi sono goduta momenti di pura pigrizia e mi sento stranamente rilassata.

Quest'anno non ho fatto né bilanci né buoni propositi: non è che non ci abbia pensato, ma li ho vissuti come qualcosa di estremamente spiacevole da fare. Quando devo fare qualcosa che non mi va, mi trovo a pensare che se faccio la gnorri per un periodo di tempo sufficientemente lungo, grane e noie sloggeranno da sole, piuttosto che "prendere le armi contro un mare di affanni e, contrastandoli, porre loro fine".
Non succede mai che le cose spariscano da sole, così mi tocca prendere le armi contro un mare di etc. etc.
Invece con i buoni propositi e i bilanci ha funzionato! Ho fatto finta di non vederli e loro hanno tirato dritto per la loro strada, lontani dalla mia vista!
Niente buoni propositi vuol dire nessuna delusione quando veniamo meno alle nostre decisioni, per pigrizia, viltà o sfortuna e poter fare ciò che vogliamo e che ci sentiamo di fare. Mi pare di non poter volere o fare di più. E ora mi vado a preparare, perché domani è la mia festa! ;-)