Wednesday, 12 February 2014

A-Social Street

Sono spuntati piano, senza dare troppo nell'occhio; fra chi affitta stanze (solo ragazze, solo sudamericani, solo studenti), chi offre lezioni di chitarra e chi ti promette di risolvere i tuoi problemi a botte di tarocchi e magiche conchiglie brasiliane, ecco che in zona Lambrate sono apparsi volantini di Social Street.
L'idea è di conoscere chi ti abita vicino, formare una comunità basata sulla zona di residenza piuttosto che sull'avere interessi comuni o stesse idee politiche.

Non sembra male, ma io ormai sono due settimane che ci penso su senza arrivare a una decisione. Sui volantini c'è un indirizzo mail e il nome di un gruppo chiuso di faccialibro. A me già solo la parola faccialibro fa chiudere a riccio, ma questa è una mia idiosincrasia e non dovrei farmi condizionare così tanto.

La parte più ottimista di me (che in questo caso coincide anche con quella più disperata e sola come un cane) pensa che potrei provare a vedere com'è, mandare una mail, aspettare una risposta e vedere che succede. Potrebbe funzionare, o no? Magari scopro di vivere nel epicentro della simpatia meneghina, chi lo sa?

La parte più realista ripensa al fatto che ogni volta che saluto un vicino (a meno che non sia la dirimpettaia e la signora del sesto), il vicino ha di solito due reazioni: la prima è di spalmarsi contro un muro e guardarmi con occhi sgranati e terrorizzati, manco gli avessi puntato un coltello alla gola e gli avessi anticipato la prematura perdita di un rene; la seconda possibile reazione è per lo più quella delle ragazzette immagine dell'altra scala che, vedendomi senza trucco, senza Hogan e senza borsa da 500 euro, mi guardano schifate con la tipica espressione "come osi, tu brutta cacca, non solo starci accanto, ma pure rivolgerci la parola?!?!".

Questione di sfiga? In tutta la via, ho beccato l'unico palazzo asociale e misantropo? Mi butto, non mi butto? Scrivo? Non scrivo? Insomma, voi che fareste?

1 comment:

  1. Io proverei, per poi pentirmene appena mi renderò conto che con questa gente non ho nulla da dire. Perchè con la maggior parte della gente non ho nulla da dire, a meno che non si trovi un interesse in comune: gatti, libri, Depeche Mode, knitting. Ecco, forse credo di più alle comunanze di interesse che al buon vicinato

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