Thursday, 20 February 2014

lezioni di musica

Per la seconda sera di fila, ho sfangato Sanremo. Perché?
Perché Sanremo è Sanremo, prima di tutto, lo dice pure la pubblicità, ma anche perché sospetto di avere un accenno di demenza senile-ma-non-troppo: non si spiega altrimenti il non essersi resa conto di cosa stesse accadendo.
A me Sanremo non è mai piaciuto, e sono cresciuta in una famiglia che non l'ha mai potuto soffrire. Penso che l'idea di una sparachiodi puntata negli occhi risultasse più piacevole a mio padre dell'idea di doversi sorbire il festival di Sanremo. Neanche gli Elio riescono a farmi piacere Sanremo. Mi irrita e ancora di più mi irritano le reazioni della gente e l'attenzione malata che i giornalisti gli dedicano. Ma normalmente non me ne scordo. Impossibile scordarsene, quando tutti quanti intorno non fanno che ricordartelo, appunto.

Comunque, quest'anno le cose sono andate così: fino a domenica c'è stato qualcuno (leggi mamma) che mi ha perfidamente ricordato di Sanremo (lei ci tiene a impormi questo genere di tortura: poi adesso che siamo passate a FaceTime, sembra che la mia espressione di disgusto in video chat sia ancora più nitida. Che volete, famiglia che hai, usanza che trovi). Ci sono state anche anime pie che mi hanno assicurato che mi informeranno loro su quando salirà sul palco dell'Ariston Damien Rice. Quindi non si può dire che vivessi fuori dal mondo: ero perfettamente conscia di ciò che mi attendeva questa settimana.
Poi però è successo che lunedì è stato un giorno pesante e di conseguenza martedì ero davvero disfatta.
Martedì sera, più che tornare, mi sono trascinata a casa: forse ero stanca, forse "Open" di agassi mi ha distratto troppo, non so, ma proprio me ne sono scordata. Me ne sono ricordata solo al mattino dopo: ero in palestra che macinavo step su step e stavo leggendo il feed di Twitter.

È solo allora che ho esclamato: "c@#$o! Ma c'era Yusuf Islam a Sanremo!"

Peccato esserselo perso, ma non dispero. Grazie a santo youtube, uploada pro nobis, non mi devo sorbire tutta la tortura sanremese, le battute sceme, le canzoni in gara e la maratona fino alle ore piccole, ma solo sperare in una ricerca fruttuosa; non tutto, ma almeno "Father & Son" l'ho rivisto

Ieri sera la storia si è ripetuta: Flavia mi manda una mail all'ora di pranzo e propone serata a teatro.
Detto fatto.
Siamo state all'Arsenale a sentire parlare (di) un clavicembalo, in "La lezione di musica". Ovviamente prima di arrivare alla rappresentazione, sono dovuta sopravvivere a un tranquillo pomeriggio di caos lavorativo all'insegna della legge di Murphi e poi ho battuto il record di camminata veloce dall'ufficio alla fermata della metro.
Quando alla fine sono tornata a casa, accendere la tv non era di sicuro in cima alla lista delle cose da fare. Senza contare che non mi ricordavo più dove avevo lasciato il telecomando.

Così ho occupato il tempo prima di crollare a letto, alimentando la mia curiosità: sono andata a leggermi la storia del clavicembalo, mi sono ricordata di un documentario su Monteverdi che avevo visto su BBC4 e poi ho trovato una fantastica cover di Jimi Hendrix su clavicembalo:




Adesso però un po' sono preoccupata. Sono le sette e io ancora non ho trovato un modo per evitare la puntata di stasera.Evitarla la evito senza problemi, ma dopo due sere come quelle appena passate non posso mica semplicemente non accendere la tv e basta: così facendo cadrei nel banale. Che mi invento?

No comments:

Post a Comment