Sunday, 23 February 2014

segreti e verità

La domenica mattina ė sempre un po' uguale a se stessa.
Mi sveglio piano, preparo il caffè lentamente, metto su il latte, guardo fuori dalla finestra del cucinino: anche la città si sta svegliando lenta. Anche lei è uguale a se stessa. Il che, detto di Milano, non è purtroppo un complimento.
All'angolo della panetteria sta arrivando il solo questuante della domenica. Si danno il cambio,  lui e il mendicante dei giorni lavorativi. Quest'ultimo è evidentemente impegnato da qualche altra parte nei weekend. La tabaccheria è già aperta, dei pensionati stanno andando a messa.

Io mi preparo il caffellatte, raccatto l'ipad, metto tutto sul vassoio e torno a letto.
Colazione a letto. Non la faccio tutte le domeniche. Non voglio che diventi un'abitudine, preferisco rimanga piuttosto un premio per celebrare le settimane belle, o quelle difficili.
La settimana appena passata, senza nessun apparente scossone, è stata in realtà piuttosto dura; così eccomi di nuovo sotto il piumone come premio di incoraggiamento.

La domenica ha un suo rituale, però, che mi concedo sempre: postsecret.
Prima delle mail, prima delle foto su flickr, prima degli updates di Twitter e di sicuro prima di deprimermi a leggere i quotidiani, la domenica mi leggo i segreti di postsecret.
Per chi non lo conoscesse ancora, postsecret è un progetto postale creato dallo statunitense Frank Watten: la gente gli spedisce i propri segreti su delle cartoline anonime, molto spesso fatte a mano. Le cartoline vengono pubblicate la domenica sul sito, altre vengono usate per conferenze, libri e mostre.

Mantenere un segreto è faticoso, è un po' come avere un secondo lavoro a cottimo. E' sfibrante, è qualcosa che ti consuma da dentro: più il segreto è grande più ti corrode come un acido, sale gettato sulle ferite.
Quando mantengo un segreto, mi sembra sia il segreto a tenere me in trappola.
Postsecret per me fornisce una soluzione a questa trappola, perché permette alla gente di liberarsi dei segreti: la gente lo fa a volte in maniera diretta, a volte con umorismo o sarcasmo. Ci sono grandi e piccoli segreti. Di sicuro ci sono pure delle bufale.
Ma nel momento in cui tu prendi un rettangolo di cartoncino, scrivi ciò che ti schiaccia l'anima e lo spedisci, il rapporto con il segreto cambia: non è più il segreto ad avere una posizione di forza su di te, non te ne sei liberata del tutto, ma almeno ora siete sullo stesso livello.

Leggendo le cartoline sul sito, a volte mi capita di ritrovarmici, in quelle parole, come se qualcuno mi avesse messa all'improvviso davanti a uno specchio: a volte può essere una sorpresa, perché alcuni segreti sono nascosti dentro noi talmente bene, che ci dimentichiamo quasi che esistano e rimangono nascosti finché qualcosa come una di quelle cartoline non ce li sbatte in faccia. Noi umani siamo bravissimi Pinocchio, specie con noi stessi.

Non sempre iniziare una domenica mattina con postsecret è l'attività più rilassante immaginabile, e in effetti la lettura di stamattina mi ha forse lasciata con un'eccesso di ansia e inquietudine. Eppure, anche dopo aver letto la prima cartolina e aver capito da subito come sarebbero andate a finire le cose, non mi sono fermata: non ho voluto e non ho potuto. Non sono ancora libera da tutti i miei segreti e forse non lo sarò mai: per uno da cui mi libero, ecco che ne arrivano due nuovi.
Alcuni dei miei segreti si sono trasformati in verità: fatti, situazioni che tali sono e che non nascondo più e che voglio rimangano alla luce del sole. A volte sarebbe più facile se tornassero a essere segreti, ma anche più ipocrita. Per questo continuo a leggere postsecret la domenica mattina: è la mia lezione settimanale di onestà con me stessa. Spesso mi rimando alla domenica successiva, ma ci sono delle domeniche in cui mi promuovo a pieni voti.

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