mercoledì 21 maggio 2014

Ananas

- Schegge di Cina/I -

Io e Barbara l'avevamo ribattezzato così: "ananas".
Il suo nome in realtà è Bund Center e, a leggere la guida, dovrebbe ricordare un fiore di loto. Mah, sarà, se lo dice la guida... però dai, se lo guardi bene, non assomiglia ad un ananas? Oppure possiamo dire che assomiglia a Telespalla Bob che, alla fin fine, a sua volta è pettinato come un ananas.


L'ananas non è il grattacielo più alto e moderno di Shanghai; rispetto a quelli più nuovi e scintillanti sull'altro lato di Shanghai ha quasi un'aria sofferta e decadente, ma poco importa: in quanto a simpatia il nostro ananas mangia in testa a tutti gli altri grattacieli.
Anche loro sono stati ribattezzati: c'era la chiavetta USB, il pelacarote (o apribottiglie?), c'erano le grandi palle (freudiane o meno, lo lascio alla vostra malizia).

L'ananas è stato estremamente importante per me e Barbara a Shanghai.
Pietro ci aveva fornito delle mappe, che sono state abbondantemente usate, scartate, ripiegate, segnate e stropicciate fino a diventare macere e illeggibili; però quando eravamo per strada, incerte sul dov'eravamo, da dove arrivavamo e sul dove stessimo andando, ecco che l'ananas arrivava in nostro soccorso. Bastava che alzassimo il naso e toh! eccolo lì.
Sapevamo dove si trovava l'ananas sulla mappa, sapevamo dov'era casa di Pietro, aprivamo la mappa e riuscivamo in questo modo a capire più o meno dove ci trovassimo.
Giravamo la mappa in modo da orientarla rispetto all'ananas, il nostro nord, e subito ci sentivamo meno perse e pronte a ripartire.

Una sera, siamo andate a una festa: era in un locale all'ultimo piano di un altro mega-palazzo, c'era un complesso di musiche sudamericane, gente che ballava e un gran casino intorno a me. Ho guardato fuori, osservato la città che da lassù sembrava più calma. E anche un po' più scura, perché dopo una certa ora le luci nei grattacieli vengono finalmente spente. Mi dispiaceva non riuscire a vedere l'ananas da lì. Ero talmente abituata a vederlo che mi sentivo un po' spersa.
Però poi mi sono resa conto che stavo guardando la cosa dal punto di vista sbagliato. L'ananas ce l'avevo proprio davanti al naso. Eppure mica è piccolo! Solo quando ho messo a fuoco questa foto, l'ho visto, nello schermo del mio cellulare. Eccolo lì, l'ananas: con le luci spente e da una prospettiva diversa, ma sempre lui.


Talmente abituata a tenere il naso all'insù, non mi ero accorta di cosa avessi davanti al naso.
La prospettiva, la visuale erano cambiati, ma io non me ne ero accorta, accecata dai miei preconcetti toponomastici. E così mi sono trovata a dovermi rimetter al passo affannosamente, a cercare di ricalibrare la mia bussola.
Mi succede spesso, e non solo con i palazzi a forma di ananas.

1 commento:

  1. Per dirla tutta, Virgi, forse a te bastava quello per orientarti, a me non sarebbe bastato neanche un corso intensivo di 6 mesi..! Meno male che eravamo insieme...

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