Tuesday, 20 May 2014

campanelli e strilli

Domenica mattina ho avvitato un campanello nuovo su Voodoo Lady.
Due anni a Milano, due campanelli rubati, una bella media di certo. Ora, non è che voglio passare per quella che si lamenta di tutto e tutti: a voler vedere il bicchiere mezzo pieno, in due anni di vita meneghina la bici non me l'hanno (ancora) mai rubata. Ciò nonostante, trovarsi di nuovo senza campanello, dà fastidio.

Quindi mi sono detta: a che pro andare a spender soldi per un campanello che, tempo tre mesi scarsi, me lo fanno di nuovo su?
Così sono andata da Tiger a farmi un giro per chincagliere e mi sono comprata un campanello da due soldi: investimento minimo per massima resa e soddisfazione.
E' un bellissimo campanello rosa e rosso con un cuoricino, rosa pure lui, nel mezzo. Fa allegria ed è una piccola macchia colorata nel grigiore cittadina.


Bellino, vero? Certo, quello che avevo prima, comprato per il Queen's Day ad Amsterdam era tutta un'altra cosa, ma anche questo si difende.
Campanello nuovo, bel tempo, birkenstock ai piedi: ero pronta a una tranquilla pedalata domenicale, cosa poteva andare storto?
(Sì, perché fra il tempo di avvitare il campanello, fare colazione, controllare post secret e fare a maglia, si erano fatte le tre come per maglia)
Nemmeno il tempo di fare due o tre pedalate e già avevo capito che tutto poteva andare storto e forse aveva già iniziato a farlo.
Dopo aver evitato per un pelo la portiera spalancata all'improvviso da un bauscia al telefono e essermene lasciata alle spalle gli insulti ("Uè! Fai attenzione, la strada mica è tua! Io non so questi ciclisti di m..." e un buon pomeriggio pure a lei, mi verrebbe da chiosare) arrivo in Corso Buenos Aires.
C'era una specie di festa di quartiere in svolgimento e così ho deciso di farmi il viale a piedi per dare un'occhiata; a costo di essere davvero quella che si lamenta sempre, non posso che dire: ma che tristezza! Ci saranno state 20 bancarelle a dir grosso, una ogni 15 metri, disposte a zig zag: quando sono tornata indietro stavano già smantellando tutto e non erano nemmeno le 6. Se chiudi il corso intero ma vuoi metterle due bancarelle in più, o no?!? Oppure, se proprio non c'è abbastanza gente che vuole mettere su le bancarelle, fai la festa in una strada un po' più piccola che la riempi di più e non ti da quell'effetto "vorrei ma non posso" di sagra paesana che cerca di imitare la parata di Macy a New York. 
Ma cosa ne voglio sapere io di come si organizza un evento nella città dell'Expo.

Se il "miglio delle culture", così si chiamava la manifestazione, non era già abbastanza triste di suo, la gente ci ha messo del suo per renderlo ancora peggiore. Le votazioni europee sono ormai alle porte e ovviamente c'era una densità impressionante di partiti e partitini che facevano promozione ai loro candidati.
Io questa campagna elettorale la sto seguendo poco: la trovo sciatta e volgare. Come ebbe a dire un professore dell'università a una mia compagna di classe particolarmente insistente nel fare domande avulse dal contesto, "dietro il muro delle sue domande, scorgo il vuoto e il nulla del suo pensiero": ecco, io allo stesso modo, quando sento o leggo i politici parlare (o forse è meglio dire, urlare), scorgo il nulla delle loro proposte politiche.
Parlassero (uno per volta) li potrei anche ascoltare, ma il chiasso ha sempre avuto il potere di farmi estraniare e loro di chiasso ne fanno molto.
Il problema è che io lascio stare la campagna elettorale, ma la campagna elettorale non vuole lasciare stare me. 
Così fra chi cerca di infilarti un volantino fra le mani a viva forza, chi ti insulta come rovina del paese perché dici che non sei interessata a votargli, chi attacca rissa e inizia a staccare le bandiere da un banchetto per poi andare a sogghignare con altri seduti quattro banchetti più in giù, è finita che domenica pomeriggio alle quattro ero un fascio di nervi. Sembrava che si fossero messi tutti quanti d'accordo per offrire la peggiore immagine di loro stessi possibile: roba che a vederli e sentirli, mi hanno fatto quasi pensare che i loro leader fossero degli intellettuali raffinati, è tutto dire.

Sono stata ancora un po' in giro prima di tornare a casa: ho pedalato senza badare a dove stessi effettivamente andando, volevo solo sentire il vento fischiarmi nelle orecchie e coprire le voci dei miei consimili. Ho dato due o tre scampanellate per avvisare i pedoni sulla pista ciclabile che stavo passando. I km mi hanno sciolto i muscoli, ma non la tensione che ho assorbito per osmosi.
Rientrata all'ovile e incatenata come si deve la bici, ho dato un'occhiata al mio campanello. Ho poche cose rosa, ma sto campanello mi mette allegria: mi piace e continuerò ad usarlo, finché non brevetteranno un campanello che fa spostare al tuo passaggio gli attivisti dei vari movimenti e partiti che ti si parano sul cammino. O finché non me lo fregano di nuovo.

2 comments:

  1. Oggi mi faccio un giretto da Tiger anch'io, mi sa, visto che il mio si è appena rotto! Certo quel cuoricino...niente male!

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  2. Campanelli di un certo livello! :-)
    C'era anche quello con quella specie di regina e uno a forma di teiera, ma il cuore era il migliore.

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