Tuesday, 27 May 2014

gli scribacchini del Vaticano

Nei giorni passati, quei pochi spazi non occupati dalle elezioni europee, sono stati usati per parlare di quel gran simpaticone del papa 2.0 che ha deciso di passare un weekend lungo in terra santa.
Eh già, FGTH, Frankie goes to Holyland.

I giornali e le tv ci sono andati a nozze. Ma com'è simpatico sto papa, com'è sim-pa-ti-co.
Non è che c'è l'ho con lui o voglia fare facili ironie, per carità! Concordo sul fatto che si presenti all'opinione pubblica come una persona aperta, solare e simpatica: ma va messo in prospettiva. Ovvio che confrontato al papa precedente, questo ti sembra tutto questo e molto di più. Allora perché più lo vedo in tv, più leggo articoli che parlano di lui e delle sue telefonate a caso, più il tutto mi puzza come un'immensa operazione di marketing e rebranding (mi pare si dica così, negli ambienti della comunicazione moderna)? Vorrei vedere dei fatti seguire le sue buone parole.

Personalmente sono sempre più cinicamente convinta che, i papi cambieranno pure, adesso non ne deve morire nemmeno più uno prima di farne un altro, ma certe idee e certi atteggiamenti del Vaticano non sono destinati a cambiare.
Non cambiano le politiche del Vaticano nel confronto delle donne (dei loro diritti, in primis quello di decidere del proprio corpo e della propria vita), nei confronti del controllo delle nascite e della lotta all'AIDS.
Non mi sembra ci sia un vero e concreto impegno nei confronti della protezione dell'infanzia. Si dovrebbe iniziare a fare pulizia nel proprio cortile e solo dopo andare in giro a razzolare nei cortili altrui dicendo ai proprietari che sono sporchi.
In più se ami metterti spirituale e una tua superiorità morale (cose che il vaticano ama dire e ribadire) allora accettane le responsabilità civili, penali ed economiche correlate.
La chiesa non ha difeso i bambini vittime di abusi e violenze da parte di preti violenti e pedofili. La gerarchia ha voltato le spalle e chiuso gli occhi di fronte alle sofferenze di tanti di quegli innocenti di cui il papa parla nei suoi discorsi: invece di questo continuo scorrere di parole, farebbero una figura migliore riconoscendo i crimini commessi dai preti e assumendosi la responsabilità per la complicità e l'omertà nel coprire questi crimini; che poi sono anche peccati, per il loro credo, ma credo che applichino il famoso "chi è senza questo peccato scagli la prima pietra".
Lo faranno? Beh, considerato che Galileo l'hanno perdonato solo negli anni Novanta, credo che non sarà una cosa molto veloce.

Detto ciò, la cosa che mi ha fatto davvero imbestialire questo weekend è stata la disastrosa e vergognosa situazione di servilismo nei confronti del Vaticano in cui versano i mass-media e le forze politiche italiani.
Ad esempio, prendiamo una notizia uscita sui giornali: il comitato contro la tortura delle Nazione Unite ha criticato il modo in cui la Città del Vaticano si è comportata nello scandalo degli abusi sui minori da parte dei suoi preti, rigettando la tesi vaticana che ci sia solo un obbligo morale e non legale legato all'intervento dei vertici della Curia in questa questione quando i preti si trovano al di fuori dei confini di Città del Vaticano.
Il comitato ha messo in evidenza come non si sia fatto effettivamente nulla per punire questi preti, a parte spostarli in altri diocesi, liberi di ricominciare con i loro crimini e ha espresso rammarico per come la Chiesa non abbia collaborato con le autorità locali in queste vicende.
Questa dichiarazione dovrebbe dare una mano alle vittime nelle cause in sede civile per i danni fisici e morali derivati dagli abusi di preti pedofili, visto che il Vaticano non si è finora mostrato molto entusiasta di utilizzare l'8 per mille per risarcire queste persone.

Se vi state chiedendo su che giornale abbia letto tutto ciò, perché a voi deve essere sfuggito fra una dichiarazione del Berluska e una di Grillo, beh vi sarà sfuggito perché nessuna l'ha pubblicata.
Ho letto la notizia venerdì scorso, sul Guardian e ho iniziato a cercarla sui siti italiani: La Stampa (che ha pure un "Vatican Insider" in italiano e in inglese), Corriere, Repubblica, Il Post. Cercavo un editoriale, un articolo, un commento... Domenica mattina ero disposta ad accontentarmi di un trafiletto. Mi bastavano 2 righe sull'Eco del Canavese accanto alle comunicazioni dei cresimandi di quella domenica.

Niente. Silenzio assoluto o quasi. Alla fine, a forza di cercare la notizia l’ho trovata sul sito de “La Gazzetta del Sud”.  Nella versione inglese; nella versione italiana del sito la notizia non sono riuscita a trovarla, mentre in quella inglese la notizia viene data dal punto di vista del Vaticano, che "prenderà in seria considerazione" quanto dichiarato dalla commissione.  L'ho pure trovata su un altro sito di profonda matrice cristiana, che ha fatto una "leggera" operazione di editing alla notizia.

Non è nulla di nuovo, da un certo punto di vista: non ho grande stima per i grandi giornali italiani e per i telegiornali ancora meno, ma ci sono rimasta male lo stesso. Sono profondamente amareggiata e pure incazzata di fronte a questa situazione, a questa compiacente omertà di tutti quei giornalisti seduti sull'aereo con il Papa pronti ad osannarlo e che al massimo fanno solo una blanda domanda all'argentino sulla questione della pedofilia nella chiesa.
Questa sospensione dell'obiettività mi sembra addirittura peggiorata negli ultimi tempi. Leggere un quotidiano a volte equivale a leggere un riassunto delle dichiarazioni dell'ufficio stampa della Santa Sede e nulla più.
Se aspettate quindi che questi giornalisti vi diano informazioni su questi fatti, potete stare freschi.
L'avrete capito da soli, ma io non ho l'obiettività necessaria per parlarvene in maniera imparziale e calma: ho già esercitato un profondo controllo su me stessa per scrivere queste righe senza mettere troppe imprecazioni e andando a cancellare le frasi in cui spiegavo cosa mi auguravo per questi preti e per chiunque li abbia coperti. 
Ma qualcosa posso farla: mettere il link della pagina dove si trova il documento di 8 pagine con le conclusioni del comitato contro la tortura dell'ONU a proposito del Vaticano. Lo potete leggere qua.

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