Thursday, 8 May 2014

Puffetta vuole la luna


Un grande classico della letteratura puffa.
La storia me l'hanno letta talmente volte da bambina che la ricordavo benissimo, ancora prima che il librino rispuntasse fuori da chissà dove per finire nella libreria dei miei nipoti.

Inizia tutto con Puffetta: un giorno Puffetta si stava annoiando molto. Tenendo conto che ai tempi internet non esisteva e l'iPhone nemmeno, Puffetta non aveva nemmeno la possibilità di scattarsi dei selfie e poi pubblicarle su Instagram.

Decise allora di fare una cosa molto puffa: si sarebbe sposata.
Si sarebbe sposata con il pino buffo che gli avrebbe portato la luna.
Alla notizia, tutto il villaggio dei puffi impazzisce in preda a un terremoto ormonale che dà all'espressione "puffa di qua, puffa di là" tutta un'altra prospettiva di interpretazione.
Si mettono tutti alla ricerca di un modo per prendere la luna. Puffo atleta cerca di imitare Bubka per saltare e acchiappare la luna; Puffo sarto la ritaglia nella stoffa; Puffo sognatore invece cerca di pescarne il riflesso nel torrente vicino al villaggio.

La mattina dopo sono tutti più o meno malconci. E Puffetta? Beh, Puffetta ci ha ripensato. Non è che non voglia più la luna, forse la vuole ancora. E forse si annoia ancora, ma non si sente pronta per il matrimonio e se ne va dal villaggio.

I piccoli cuori blu dei piccoli puffi sono infranti, fino a quando il Grande Puffo non organizza una festa e i puffi si ritrovano tutti a ballare intorno al fuoco, dimenticando Puffetta, la luna e i loro cuori infranti.

Fine.
Forse.

Fino a quando non ho rivisto il libricino fra i libri dei miei nipoti non ci ho mai pensato; ma adesso, ci qualche dubbio ce l'ho; la storia è tutta dal punto di vista di sti balenghi blu in mutande bianche che probabilmente con mononeurone in multiproprietà.
Anaffettivi, rimpiazzano Puffetta con un girotondo intorno ai fuochi.

Pure il comportamento di Puffetta non è dei più lineari. Perché pure lei è abbastanza balenga in fin dei conti. Appare all'inizio della storia, poi sparisce dalle pagine e poi pure dal villaggio alla fine. Come le è venuto in mente di decidere di sposarsi in maniera così sconsiderata e francamente stupida? Ti annoi? Iscriviti a un corso di ceramica, piuttosto che sposarti!
E quando alla fine cambia idea, che fa? Se ne va senza spiegare nulla.

Ma soprattutto: che stavano pensando i miei genitori? Letta ora, questa storia non ha chissà quale grande lezione alle spalle: i miei nipoti possono solo concludere che i Puffi sono un ammasso di idioti in preda a scompensi ormonali e che Puffetta soffre di personalità multipla.
Come se la nostra famiglia non fosse già sufficientemente scompensata: non abbiamo mica bisogno di nanerottoli blu per sbilanciare lo sviluppo emotivo dei nostri nanerottoli.

No comments:

Post a Comment