Monday, 30 June 2014

Wilco (il mangiadischi)

Silenzio. Nessuno per strada. Anime sperdute e sparse sulla metro.
Zero fila al supermercato.

L'Italia sta per essere sbattuta fuori dai mondiali, ma io non lo so; e anche l'avessi saputo non è che mi sarebbe fregato molto. Forse per un breve momento mi è tornato in mente il torneo di fantacalcio in corso con i miei colleghi; un veloce appunto mentale, "ricordarsi di aggiornare la squadra", un pensiero di cui mi sono ovviamente scordata con la stessa velocità con cui l'ho formulato. Ora magari me lo scrivo su un post-it, così è ancora più comodo per me scordarmene.

Torno a casa e per una volta non ho gli auricolari con la musica a coprire i rumori della città. Penso che l'Italia dovrebbe giocare più spesso di tardo pomeriggio, così le strade si svuotano e io riesco a vederla per davvero la città in cui vivo.
Lo sguardo cade su una vetrina e non provo nemmeno a razionalizzare le idee che si materializzano in testa: entro nel negozio e ne esco un quarto d'ora dopo con un bel sorriso, il portafoglio più leggero e una borsa.



Da bambina mia nonna ne aveva uno simile, di mangiadischi: questo oltre che a pile va pure a energia.
La marca è Wilco e ho scoperto che è più corretto dire "fonovaligia".
Per il numero limitato di 45 giri che ho a casa potrebbe quasi essere considerato uno spreco. Ma è uno spreco che ho consciamente deciso di fare.
E inoltre i Wilco suonano incredibilmente bene nel Wilco.

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